Torna l’influenza aviaria nel Bresciano: focolaio a Seniga in un allevamento di tacchini

Rischio diffusione elevato, allarme per il settore avicolo: coinvolti anche Milzano, Pralboino e Alfianello

Aviaria

Dopo oltre un anno di tregua, l’influenza aviaria torna a colpire la provincia di Brescia, con un nuovo focolaio rilevato a Seniga, in un allevamento di 34mila tacchini. Il virus identificato è l’H5N1 ad alta virulenza, lo stesso che negli ultimi anni ha messo in crisi diverse filiere avicole in Italia e in Europa. La conferma del contagio ha immediatamente fatto scattare il protocollo di emergenza: abbattimento di tutti gli animali presenti nell’allevamento e attivazione delle zone di protezione (3 km) e sorveglianza (10 km).

La zona circostante, comprendente i comuni di Alfianello, Milzano e Pralboino, è ora sottoposta a monitoraggio intensivo per evitare l’espansione del virus. La notizia ha riacceso la preoccupazione tra gli allevatori locali, che ricordano ancora le pesanti conseguenze dell’ultimo episodio registrato a Isorella, con quasi 60mila tacchini abbattuti.

Una diffusione che preoccupa tutto il Nord Italia

Il caso di Seniga non è isolato. In tutto il Nord Italia l’influenza aviaria sta ricomparendo con una distribuzione a macchia di leopardo, colpendo diversi allevamenti. Sebbene la specie del tacchino sia la più vulnerabile, anche altri volatili sono stati contagiati, come nel caso di un recente focolaio che ha colpito un allevamento di fagiani nel Lodigiano.

Le migrazioni degli uccelli selvatici restano il principale veicolo di diffusione, come dimostrano i numerosi ritrovamenti di volatili positivi registrati nelle ultime settimane. Gli esperti ribadiscono che il periodo autunnale è critico per il rischio di trasmissione, e che la presenza del virus era attesa, anche se non auspicata.

Settore in allarme: danni diretti rimborsati, ma resta il nodo di quelli indiretti

Il settore avicolo bresciano rappresenta oltre il 14% del valore dell’intera agricoltura provinciale, ed è tra i più esposti alle ripercussioni economiche di un’epizozia. Il protocollo sanitario prevede il rimborso per gli abbattimenti, ma non garantisce copertura per i danni indiretti, come il fermo produttivo, la perdita di clientela e i costi di sanificazione.

A peggiorare la situazione è l’attesa ancora aperta dei rimborsi relativi all’aviaria del 2022, il che alimenta forti incertezze tra gli allevatori. Le organizzazioni agricole, tra cui Coldiretti e Confagricoltura, hanno rilanciato l’appello alle istituzioni affinché si attuino politiche strutturali di prevenzione, non solo emergenziali.

Ipotesi vaccino: si guarda al modello francese

In questa fase, la priorità resta contenere il focolaio ed evitare una diffusione secondaria, che potrebbe riaccendere un’emergenza sanitaria zootecnica su larga scala. Le misure di biosicurezza adottate finora non sono bastate, e il settore agricolo inizia a riflettere su strategie alternative.

Coldiretti e Confagricoltura propongono di valutare la strada intrapresa dalla Francia, dove è stato avviato un piano di vaccinazione delle anatre contro l’aviaria. Una soluzione potenzialmente efficace, ma che comporta costi elevati e una complessa organizzazione logistica, che richiederebbe un piano nazionale strutturato e finanziamenti adeguati.

Una sfida ancora aperta per la sicurezza alimentare

La ricomparsa dell’aviaria nel Bresciano riporta alla luce la fragilità di un comparto produttivo strategico, che resta esposto a rischi sanitari e economici non sempre adeguatamente sostenuti dalle politiche pubbliche. Mantenere alta l’attenzione, migliorare la prevenzione e garantire risposte tempestive sarà fondamentale per evitare un nuovo blocco dell’attività e proteggere la filiera avicola locale.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Polizia
Tre giovani, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, sono stati arrestati...
strada franata
La forte ondata di pioggia ha provocato disagi nell’Alto Garda bresciano: fango e detriti sulla...
vigili del fuoco
Momenti di apprensione nella tarda mattinata di mercoledì 16 settembre a Villanuova sul Clisi...

Altre notizie