Morìa di pesci nel fiume Chiese: cittadini in allarme, ma nessuna risposta dalle autorità

Denunce inascoltate da marzo: barbi, carpe e altre specie continuano a soffrire nel tratto tra Calcinato e Carpenedolo

Nel tratto del fiume Chiese compreso tra Calcinato e Carpenedolo, da diversi mesi si sta verificando un preoccupante fenomeno di morìa e sofferenza della fauna ittica, che coinvolge numerose specie di pesci. A denunciarlo è il Comitato cittadini Calcinato, che da marzo ha avviato segnalazioni ed esposti agli enti preposti, senza però ricevere finora alcuna risposta ufficiale.

Le prime segnalazioni risalgono a marzo, quando il Comitato ha documentato una ingente morìa di barbi e comportamenti anomali in altre specie acquatiche lungo il corso del Chiese. In seguito alle denunce, l’Ats è intervenuta prelevando alcuni esemplari morti per analisi, ma da allora – denunciano i cittadini – non è stato fornito alcun aggiornamento né chiarimento sulle possibili cause del fenomeno.

La situazione è ulteriormente peggiorata nel mese di aprile. In particolare, il 16 aprile, sono state segnalate anomalie nelle carpe, molte delle quali presentavano escoriazioni e una patina biancastra sulle squame, sintomi potenzialmente riconducibili a infezioni o contaminazioni. Anche in questo caso, il Comitato ha inviato segnalazioni agli organi competenti, senza ottenere riscontri concreti.

Negli ultimi giorni di aprile, nuovi episodi hanno riacceso l’allarme: alcuni esemplari mostrano macchie visibili sulle squame, a conferma che il problema persiste. “Il tempo passa, ma i problemi restano”, affermano i membri del Comitato, che chiedono trasparenza e interventi tempestivi, sollecitando una risposta formale sugli esiti delle analisi e sulle eventuali azioni previste per la tutela dell’ecosistema.

L’incidenza e la persistenza delle problematiche hanno sollevato una crescente preoccupazione non solo tra gli attivisti, ma anche tra ambientalisti, pescatori e cittadini comuni, sempre più allarmati per la salute del fiume e del territorio.

Il Chiese, corso d’acqua che attraversa la provincia di Brescia, è fondamentale per l’equilibrio ambientale della zona, ma da anni è al centro di controversie legate a scarichi, sfruttamento idrico e inquinamento. In questo contesto, la mancanza di comunicazioni ufficiali alimenta dubbi e tensioni, aggravando la percezione di una scarsa attenzione alla salvaguardia del patrimonio naturale locale.

Il Comitato chiede chiarezza, indagini approfondite e, soprattutto, risposte tempestive e pubbliche. L’auspicio è che le autorità preposte, a partire da Ats e Arpa, possano rendere noti i risultati delle analisi già effettuate e indicare le misure previste per monitorare e risanare il fiume. Intanto, la comunità resta in attesa, nella speranza che il Chiese possa tornare a essere un habitat sicuro e vitale per la fauna ittica.

Redazione

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