Attimi di tensione nel pomeriggio di domenica 29 giugno a Urago d’Oglio, dove un uomo di 36 anni, di origine pakistana, è stato colto da un grave malore mentre si trovava in acqua all’altezza della spiaggia di via Brede. Erano da poco passate le 16.30 quando, secondo quanto riferito, l’uomo ha accusato una crisi respiratoria, probabilmente legata a una patologia asmatica, proprio mentre faceva il bagno nel fiume Oglio.
Provvidenziale l’intervento di un ragazzo di soli 15 anni, amico della vittima, che è riuscito a trarlo a riva prima che la situazione precipitasse, evitando il peggio. I soccorsi sono stati allertati immediatamente, e in pochi minuti sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri della stazione di Chiari e sanitari del 118.
Dopo le prime cure sul posto, l’uomo è stato trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano, dove è arrivato in codice giallo, in condizioni serie ma fortunatamente non in pericolo di vita. Il giovane che ha compiuto il salvataggio non ha riportato conseguenze, ma ha ricevuto il plauso dei soccorritori per la prontezza e il coraggio dimostrati.
Il tratto del fiume dove si è verificato l’episodio è tristemente noto per altri incidenti analoghi. Risale infatti al 10 giugno scorso l’ultima tragedia avvenuta nello stesso punto: un uomo di 45 anni, originario dello Sri Lanka e residente a Chiari, era morto dopo essersi tuffato per trovare refrigerio. Il suo corpo era stato recuperato solo diverse ore dopo, rendendo ancora più urgente una riflessione sulla sicurezza nei corsi d’acqua.
L’episodio di domenica riaccende dunque l’allarme sulla pericolosità del bagno nei fiumi, specie in presenza di condizioni mediche pregresse, corrente non visibile o mancanza di adeguate misure di prevenzione. Anche in giornate di forte caldo, quando l’acqua appare come un sollievo immediato, è essenziale ricordare che l’ambiente fluviale può nascondere insidie fatali.
Le autorità invitano alla massima prudenza, soprattutto nei punti dove non è prevista la balneazione assistita o dove mancano controlli regolari. Eventi come quello di Urago d’Oglio dimostrano quanto sia importante non sottovalutare il rischio e non immergersi da soli, evitando di allontanarsi troppo dalla riva e segnalando eventuali patologie prima di entrare in acqua.
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