Brescia saluta Eros Fiammetti, il fotografo che ha raccontato un secolo con lo sguardo e la luce

I suoi scatti sono stati pubblicati su riviste specializzate di rilievo come Ferrania, Popular Photography e Grafo-AB, e più volte inseriti negli annuari ufficiali della FIAF

Le fotografie di Eros Fiammetti hanno attraversato epoche, luoghi e riconoscimenti. I suoi scatti sono stati pubblicati su riviste specializzate di rilievo come Ferrania, Popular Photography e Grafo-AB, e più volte inseriti negli annuari ufficiali della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) di Torino. Alcune sue opere fanno oggi parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui spicca l’acquisizione, nel 2018, da parte del prestigioso Metropolitan Museum of Art di New York.

La qualità della sua produzione lo ha portato a ottenere importanti riconoscimenti nel panorama fotografico nazionale e internazionale. Già nel 1964 gli venne conferito il titolo di “AFIAP” (Artiste de la Fédération Internationale de l’Art Photographique, con sede a Berna), mentre nel 1985 ricevette la Targa d’Oro dell’Accademia d’Italia, all’interno del Premio d’Italia. Un tributo alla sua capacità di trasformare l’ordinario in memoria, e la memoria in arte.

Fiammetti, nato nel 1932, ha dedicato la sua intera vita alla fotografia. Iniziò negli anni Cinquanta, armato solo di pellicola in bianco e nero e di una camera analogica. La sua visione andava ben oltre la tecnica, come lui stesso amava ripetere:
«Per essere un buon fotografo non occorre un’attrezzatura costosa e un’infinità di scatti. Ci vogliono delle idee. Osservare, memorizzare e progettare: è questo che fa la differenza. I lavori migliori si fanno con la testa, la fotocamera viene dopo».

Nel corso della sua carriera, Fiammetti ha esposto le sue opere in numerose città italiane: da Brescia a Milano, passando per Mantova, Iseo, Lanciano e Breno. Ha partecipato a collettive e concorsi in tutta Italia — da Catania a Chioggia, da Acireale a Roma — e anche in sedi internazionali come Stoccolma, Berlino, Madrid, Buenos Aires, Tokyo e Bombay.

Tra le esposizioni più significative si ricordano Il colore del bianco e nero al Museo Nazionale della Fotografia (2014), Tra emozione e realismo a Montisola (2018), C’era una volta il ’900 a Firenze e Eros Fiammetti 1950-1970 al Macof di Brescia (2019), una straordinaria retrospettiva sull’Italia che cambia attraverso il filtro del suo obiettivo.

Con la scomparsa di Eros Fiammetti, Brescia perde non solo un grande fotografo, ma un vero custode della propria storia per immagini. Uomo riservato e profondamente riflessivo, ha saputo raccontare il Novecento bresciano con sensibilità, tecnica e intuizione. Il suo archivio visivo non è solo una raccolta di fotografie, ma un patrimonio culturale che continuerà a vivere, testimoniando con autenticità la trasformazione di una città e di un Paese intero.

Redazione

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