Brescia fa rumore per Gaza: il 27 luglio pentole e coperchi contro il silenzio

Domenica 27 luglio, alle 21:30, Brescia si unisce al grido collettivo di chi rifiuta il silenzio complice

Domenica 27 luglio, alle 21:30, Brescia si unisce al grido collettivo di chi rifiuta il silenzio complice. In Largo Formentone, cittadini e cittadine sono invitati a portare con sé pentole, coperchi e mestoli: oggetti comuni che, per una sera, diventeranno strumenti di protesta sonora. L’iniziativa, amplificata dal passaparola sui social, ha l’obiettivo di attirare l’attenzione sulla tragedia umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, dove il rumore quotidiano è fatto di sirene, spari e bombardamenti.

L’appello, che circola in rete e nei gruppi civici, è firmato da voci note del mondo culturale e accademico: Tomaso Montanari, Paola Caridi, Claudia Durastanti, Micaela Frulli, Francesco Pallante ed Evelina Santangelo. L’invito è chiaro: fare il massimo rumore possibile, in tutte le piazze, nelle case, sui balconi, perfino online. L’obiettivo? Farsi sentire “fino a Gaza” – per non lasciare sola una popolazione stremata – e fino ai palazzi del potere, per sottolineare l’isolamento di chi, secondo i promotori, resta in silenzio davanti a una tragedia umanitaria.

Il comunicato che accompagna la manifestazione non lascia spazio a interpretazioni:
«Ci sentiamo impotenti di fronte all’enormità di quel grande campo di concentramento in cui Israele ha trasformato Gaza. Lo saremo davvero solo se rimarremo muti di fronte allo scandalo della fame usata come arma di sterminio di massa».

Il messaggio lanciato da chi aderisce all’iniziativa è chiaro: non restare in silenzio equivale a prendere posizione. E proprio attraverso il “fracasso” collettivo si intende spezzare l’indifferenza e tenere accesa l’attenzione pubblica su un dramma che coinvolge migliaia di civili.

Largo Formentone, già luogo di numerose iniziative civiche e manifestazioni culturali, sarà il centro simbolico di questa protesta rumorosa. L’azione è volutamente semplice ma d’impatto: nessun corteo, nessuna bandiera, solo rumore. Perché, come dichiarano gli organizzatori, «la verità ha il potere di fracassare il silenzio dei complici e dei vili».

Redazione

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