Un ritorno alle radici, tra tradizione e innovazione. Ieri mattina a Tremosine la “transumanza” delle vacche di razza bruna alpina ha richiamato centinaia di persone, pronte a immortalare con gli smartphone il passaggio della mandria.
Protagoniste circa 70 vacche partite poco dopo l’alba dai 1615 metri di malga Ciapa, di proprietà del caseificio Alpe del Garda, per scendere fino al fondovalle.
Intorno a mezzogiorno la sosta al caseificio di Polzone, accolta come una vera e propria parata d’onore, prima di affrontare l’ultimo tratto verso la stalla di Bondo, raggiunta nel pomeriggio.
La struttura di Bondo, che può ospitare fino a 250 capi in lattazione, rappresenta l’anello moderno di una tradizione antica: dispone di impianti computerizzati per la mungitura, abbeveratoi riscaldati e sistemi di raffrescamento, oltre ad aree di riposo rinnovate che consentono alle vacche di pascolare nei prati della vicina valle.
Ripristinata nel 2016, la festa della transumanza non è solo spettacolo, ma anche un’occasione per celebrare valori comunitari e sostenibilità agricola, coniugando memoria storica e nuove tecniche di allevamento.
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