Trasporto merci sotto pressione: il settore chiede interventi urgenti contro il caro carburanti

Il comparto dell’autotrasporto torna a chiedere risposte immediate al Governo davanti a una situazione economica sempre più complessa

distributore benzina

Il comparto dell’autotrasporto torna a chiedere risposte immediate al Governo davanti a una situazione economica sempre più complessa. A pesare sulle imprese sono soprattutto l’aumento del prezzo del gasolio, i rincari energetici e i costi di gestione in continua crescita, elementi che stanno mettendo a rischio la sostenibilità di molte aziende impegnate nel trasporto merci su strada.

Le associazioni di categoria parlano di un momento particolarmente delicato per un settore considerato strategico per il funzionamento dell’intero sistema economico nazionale. Ogni giorno, infatti, migliaia di mezzi garantiscono la distribuzione delle merci, il rifornimento delle attività produttive e la continuità delle filiere industriali e commerciali.

A rilanciare l’allarme è Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, che sottolinea come il settore rappresenti uno dei pilastri meno visibili ma fondamentali dell’economia italiana. Secondo Massetti, il trasporto merci consente alle imprese di produrre, esportare e garantire servizi in modo continuativo, ma oggi si trova ad affrontare una pressione economica sempre più difficile da sostenere.

Le criticità, spiegano le associazioni, sono aggravate dalle tensioni internazionali e dall’assenza di strumenti ritenuti adeguati per compensare i rincari energetici. Il timore condiviso dagli operatori è che senza interventi tempestivi possano aumentare le difficoltà operative delle aziende, con conseguenze sull’intera catena produttiva.

Sulla stessa linea anche Giordano Apostoli, presidente di CNA Brescia, che paragona l’emergenza del caro gasolio all’impatto che il caro energia ha avuto sugli altri comparti produttivi. Apostoli evidenzia come il carburante rappresenti uno strumento essenziale per il settore: senza mezzi operativi, avverte, rischia di rallentare una componente fondamentale dell’economia nazionale.

Tra le richieste avanzate dalle organizzazioni del settore figurano misure straordinarie per sostenere le imprese, il rimborso rapido delle accise, la sospensione temporanea di imposte e contributi e interventi mirati per garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi del carburante.

A fare il punto sulle proposte è Sergio Piardi, presidente della FAI Brescia e Lombardia Orientale, che definisce quella attuale una delle fasi più difficili vissute negli ultimi anni dal comparto dell’autotrasporto. Piardi ribadisce che l’ipotesi di un fermo nazionale nasce da un disagio crescente e non da una scelta simbolica.

Il confronto tra operatori del settore proseguirà il prossimo 23 maggio a Monza, durante un’assemblea dedicata ai trasportatori lombardi, convocata alla vigilia dell’incontro previsto il 22 maggio a Palazzo Chigi. L’obiettivo dichiarato dalle associazioni resta quello di ottenere risposte concrete senza arrivare a blocchi che potrebbero avere ripercussioni sull’intero Paese.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Il presidente di Confagricoltura Brescia assume la guida della federazione nazionale che rappresenta gli imprenditori...
La spesa media prevista per riscaldare un'abitazione bresciana raggiunge i 1.156 euro nella stagione termica...
Brescia, nuove tariffe dell’acqua fino al 2029: rincari per i Comuni serviti da A2A e...

Altre notizie