Maxi operazione della Guardia di Finanza: smantellata rete di frodi fiscali tra Milano e Brescia

L’indagine, estesa in sette province italiane, ha coinvolto circa 200 finanzieri e portato all’esecuzione di numerose perquisizioni nei confronti di persone e società ritenute coinvolte nell’organizzazione

Guardia di finanza

Un’imponente operazione coordinata dalla Guardia di Finanza di Milano ha portato alla luce un vasto sistema di frodi fiscali e riciclaggio che avrebbe movimentato milioni di euro attraverso false fatturazioni e trasferimenti di denaro all’estero. L’indagine, estesa in sette province italiane, ha coinvolto circa 200 finanzieri e portato all’esecuzione di numerose perquisizioni nei confronti di persone e società ritenute coinvolte nell’organizzazione.

L’attività investigativa, sviluppata dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza milanese su delega della Procura della Repubblica, ha interessato complessivamente 28 persone fisiche e 9 aziende. Le accuse ipotizzate comprendono associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e al riciclaggio di denaro.

Nel corso dell’operazione i militari hanno sequestrato oltre 1,2 milioni di euro tra contanti e disponibilità bancarie, oltre a beni di valore come orologi di lusso e gioielli. Parte del denaro sarebbe stata trovata nascosta all’interno di un borsone. Alle attività hanno collaborato anche i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Brescia, Bergamo, Rimini, Padova, Teramo, Treviso e Latina.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo criminale — composto da soggetti di origine cinese — avrebbe offerto a imprese operanti nel settore dei metalli ferrosi un sistema illecito basato sull’emissione di fatture inesistenti tramite società “cartiere”, create esclusivamente per simulare operazioni commerciali.

Il meccanismo prevedeva il pagamento delle fatture false attraverso bonifici bancari. Successivamente il denaro veniva trasferito quasi integralmente verso conti correnti esteri intestati a cittadini cinesi, mentre gli imprenditori ricevevano in cambio somme in contanti consegnate direttamente da corrieri incaricati dal sodalizio.

Il bilancio finale dell’inchiesta evidenzia numeri particolarmente rilevanti: oltre 115 milioni di euro di fatture false ricostruite e circa 80 milioni trasferiti all’estero. In totale risultano 87 le persone segnalate all’autorità giudiziaria, tra cui anche un commercialista e un consulente finanziario ritenuti coinvolti nell’organizzazione.

Redazione

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