Addio a Pierfranco Vianelli, campione olimpico a Città del Messico

Il ciclista di Provaglio d'Iseo aveva 79 anni. Nel 1968 conquistò l'oro nella corsa in linea e il bronzo nella cronometro a squadre.

Il ciclismo bresciano perde uno dei suoi protagonisti più prestigiosi. Pierfranco Vianelli è morto all’età di 79 anni, lasciando un’eredità sportiva legata soprattutto a una delle più importanti imprese olimpiche compiute da un atleta italiano sulle due ruote.

Nato a Provaglio d’Iseo il 20 ottobre 1946, Vianelli aveva costruito una carriera di alto livello prima di entrare definitivamente nella storia dello sport italiano grazie alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968. In quella competizione riuscì a salire due volte sul podio, conquistando una medaglia di bronzo nella prova a squadre e soprattutto la medaglia d’oro nella corsa in linea.

Un risultato che lo colloca ancora oggi tra i pochi ciclisti italiani capaci di vincere la prova olimpica su strada.

L’impresa olimpica del 1968

Il momento più importante della carriera di Vianelli arrivò dunque in Messico, durante i Giochi olimpici del 1968. Il corridore bresciano partecipò alla cronometro a squadre sui 100 chilometri, gara nella quale l’Italia riuscì a conquistare il terzo posto.

Insieme a Vianelli salirono sul podio Giovanni Bramucci, Vittorio Marcelli e Mauro Simonetti. Il quartetto azzurro portò a casa una medaglia di bronzo che rappresentò il primo grande risultato olimpico di quella spedizione.

Pochi giorni più tardi arrivò però il risultato destinato a rendere immortale il nome di Vianelli. Nella corsa in linea individuale il ciclista di Provaglio d’Iseo affrontò una gara particolarmente impegnativa e riuscì a imporsi davanti a un gruppo di corridori che negli anni successivi avrebbero scritto pagine importanti della storia del ciclismo internazionale.

Vianelli conquistò l’oro olimpico nella corsa in linea, precedendo avversari di grande spessore come il belga Roger De Vlaeminck e l’olandese Joop Zoetemelk.

Davanti a futuri campioni

Il valore di quella vittoria emerge anche dal prestigio degli avversari affrontati. Roger De Vlaeminck sarebbe diventato uno dei grandi specialisti delle classiche monumento, mentre Joop Zoetemelk avrebbe conquistato il Tour de France nel 1980, oltre alla Vuelta nel 1979 e al titolo mondiale nel 1985.

Il successo di Città del Messico rappresentò quindi un’impresa di assoluto rilievo, ottenuta in una competizione nella quale Vianelli riuscì a distinguersi in due specialità differenti.

La fotografia del podio olimpico resta una delle immagini simbolo della sua carriera: accanto all’azzurro comparivano proprio Mortensen e Gösta Pettersson, gli altri protagonisti di una gara destinata a entrare nella storia del ciclismo.

Una carriera ricca di risultati

L’oro olimpico non fu l’unico traguardo significativo raggiunto da Vianelli. Il corridore bresciano aveva infatti iniziato a mettersi in evidenza già nelle categorie giovanili, conquistando il titolo italiano nella categoria Allievi.

Passato al professionismo, riuscì a ottenere anche una vittoria di tappa al Giro d’Italia, aggiungendo così un altro successo prestigioso al proprio palmarès.

Tra i risultati più importanti della sua carriera figura inoltre la partecipazione al Tour de France del 1969, concluso con un settimo posto nella classifica generale. Un piazzamento di rilievo che confermava la capacità del corridore di competere ai massimi livelli anche nelle grandi corse a tappe.

La carriera di Vianelli si sviluppò quindi attraverso differenti prove e palcoscenici internazionali, ma fu soprattutto l’esperienza olimpica a consegnarlo definitivamente alla memoria dello sport italiano.

Il lutto nel ciclismo bresciano

La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio nel mondo del ciclismo bresciano e tra gli appassionati delle due ruote. Vianelli rappresentava una figura storica dello sport della provincia di Brescia, protagonista di una generazione che aveva trovato nei Giochi olimpici uno dei massimi traguardi della propria carriera.

Il suo nome resterà indissolubilmente associato a quella giornata del 1968 in cui l’Italia conquistò un oro olimpico nella corsa in linea grazie alla sua prestazione. Un successo che, insieme al bronzo ottenuto nella prova a squadre, gli permise di tornare da Città del Messico con due medaglie.

A distanza di decenni, quelle due medaglie continuano a rappresentare il simbolo della carriera di un atleta capace di affermarsi sia nelle competizioni nazionali sia sui più importanti palcoscenici internazionali.

I funerali di Pierfranco Vianelli sono in programma mercoledì pomeriggio alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di Provaglio d’Iseo, il paese che gli aveva dato i natali e al quale è rimasto legato.

Con la sua scomparsa, il ciclismo italiano saluta uno dei protagonisti della storica stagione olimpica di Città del Messico 1968, mentre il territorio bresciano perde un campione che aveva portato il proprio nome sul gradino più alto del podio olimpico.

Redazione

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