Tre giovani, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine su una serie di rapine e aggressioni violente avvenute tra gennaio e aprile nel Bresciano. Nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura della Repubblica.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre avrebbero agito in alcuni episodi insieme a due minorenni. Gli indagati, tutti cittadini extracomunitari, risultano inoltre avere precedenti penali e di polizia per fatti analoghi.
L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra Mobile attraverso l’esame delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, l’analisi dei tabulati telefonici e i riconoscimenti fotografici. Questi elementi hanno consentito agli investigatori di ricostruire i presunti coinvolgimenti nei diversi episodi e di identificare i tre destinatari della misura cautelare.
Le verifiche non sono però concluse: sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire l’eventuale presenza di collegamenti con altri contesti criminali.
Durante le operazioni che hanno portato agli arresti sono state eseguite anche perquisizioni personali e domiciliari. In questa fase gli agenti hanno sequestrato un grosso coltello a serramanico e una mannaia, quest’ultima trovata nascosta tra gli abiti di uno degli indagati.
L’inchiesta ha preso avvio da due episodi avvenuti il 5 gennaio al Centro commerciale Futura di via Triumplina.
In un primo caso, secondo la ricostruzione investigativa, un ragazzo di 18 anni sarebbe stato seguito e aggredito dopo essersi rifiutato di consegnare una sigaretta. Il giovane sarebbe stato colpito con calci e pugni, riuscendo infine a rifugiarsi all’interno di un ristorante coreano.
Poco dopo, sempre nei pressi dello stesso locale, una coppia di coniugi sarebbe stata accerchiata. L’uomo sarebbe stato colpito alla testa con il manicotto di un estintore fino a perdere conoscenza. Gli aggressori avrebbero quindi rivolto la loro attenzione alla moglie, colpendola al volto e alla testa e sottraendole lo zaino contenente, tra le altre cose, il portafoglio.
Le conseguenze per la coppia sono state particolarmente gravi: la donna ha riportato la perdita dell’udito dall’orecchio destro e lesioni giudicate guaribili in 39 giorni. Il marito ha invece subito uno sfregio permanente al volto, con una prognosi di 26 giorni.
Un altro episodio contestato risale al 14 marzo, alla stazione della metropolitana di Casazza.
In base agli elementi raccolti dalla Squadra Mobile, il più anziano dei tre arrestati avrebbe avvicinato un passante insieme a un complice minorenne, chiedendogli denaro e sigarette. Dopo il rifiuto della vittima, l’uomo sarebbe stato colpito al volto con una bottiglia.
Il minorenne lo avrebbe quindi immobilizzato alle spalle, mentre l’altro aggressore lo avrebbe colpito con calci al volto dopo averlo fatto cadere a terra e averlo lasciato privo di sensi. Anche questa vittima ha riportato uno sfregio permanente al volto e lesioni con una prognosi di 27 giorni.
L’ultimo episodio indicato nell’indagine si sarebbe verificato il 14 aprile a una fermata dell’autobus di Nave.
Uno degli arrestati, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe agito insieme a un quindicenne contro un ragazzo della stessa età. Dopo avergli sottratto il cappello, i due lo avrebbero colpito ripetutamente con calci e pugni al volto.
L’operazione è stata eseguita nelle prime ore del 17 settembre. Al termine delle attività investigative, per i tre giovani è scattata la custodia cautelare in carcere disposta dal Gip del Tribunale di Brescia.
Parallelamente, il questore di Brescia Paolo Sartori ha disposto la revoca dei permessi di soggiorno e firmato i provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale. L’espulsione coattiva verso i Paesi di origine, secondo quanto comunicato dalla Questura, sarà effettuata dopo l’eventuale espiazione della pena.
Il questore ha collegato l’operazione a un’attività programmata di monitoraggio e controllo finalizzata a individuare presunte attività organizzate legate a rapine e altri reati violenti. Sartori ha sottolineato, in particolare, il rischio per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini e le possibili conseguenze sul piano dell’ordine pubblico.
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