Focolaio di Salmonella nelle mense scolastische della Valtrompia: 114 casi e 12 bambini ricoverati

Salmonella rilevata nei piccoli pazienti: Ats prosegue gli accertamenti sui pasti serviti nelle scuole il 10 e l’11 settembre

È salito a 114 il numero complessivo dei casi sintomatici collegati al focolaio di tossinfezione alimentare che ha interessato diversi servizi scolastici della Valtrompia. L’aggiornamento diffuso da Ats nella giornata di giovedì 17 settembre comprende sia bambini sia adulti che hanno manifestato sintomi riconducibili all’evento.

L’Agenzia di tutela della salute ha precisato che il dato non rappresenta il numero di persone che hanno sviluppato i sintomi esclusivamente nelle ultime ore. I casi comunicati tra il 16 e il 17 settembre, infatti, riguardano persone che si trovavano già nel periodo di malattia e la cui comparsa dei disturbi risale alla stessa fase temporale degli altri episodi segnalati.

La situazione sanitaria resta sotto osservazione, soprattutto per quanto riguarda i pazienti più piccoli. Sono attualmente 12 i bambini ricoverati negli ospedali bresciani, otto dei quali si trovano al Civile e quattro alla Poliambulanza. Rispetto agli aggiornamenti precedenti si registra però una prima diminuzione del numero dei ricoverati, legata all’avvio delle dimissioni.

Le condizioni dei bambini ricoverati

Secondo quanto comunicato da Ats, i piccoli pazienti ricoverati vengono monitorati costantemente dalle strutture sanitarie. Le loro condizioni risultano stabili oppure in progressivo miglioramento, elemento che ha consentito di avviare le prime dimissioni.

Il focolaio ha interessato in particolare alcune strutture frequentate da bambini in età prescolare e scolare, tra cui nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie della Valtrompia. Nel corso dei giorni sono stati segnalati diversi episodi di malessere tra gli alunni, ai quali si sono aggiunti alcuni casi riguardanti adulti.

L’attenzione delle autorità sanitarie si è concentrata sull’ipotesi di una possibile origine alimentare dell’episodio. Gli esami eseguiti negli ospedali sui bambini colpiti hanno infatti fornito un elemento comune: la presenza di salmonella è stata riscontrata nei piccoli pazienti sottoposti agli accertamenti di laboratorio.

Questo risultato rappresenta un passaggio importante dell’indagine, ma non esaurisce gli accertamenti necessari per stabilire con precisione l’origine della contaminazione e le eventuali responsabilità.

Analisi sui pasti conservati come campioni

Ats sta portando avanti ulteriori verifiche sui pasti distribuiti nelle mense scolastiche nelle giornate immediatamente precedenti alla comparsa dei numerosi casi. In particolare, sotto esame ci sono gli alimenti somministrati giovedì 10 e venerdì 11 settembre.

I pasti erano stati conservati nel centro unico di cottura secondo le procedure previste dalla normativa. Si tratta dei cosiddetti “pasti prova” o “scatole nere”, campioni che vengono mantenuti proprio per poter effettuare eventuali controlli nel caso in cui si verifichino problemi sanitari collegabili alla ristorazione.

Le analisi di laboratorio su questi campioni costituiscono quindi uno degli elementi attraverso i quali le autorità stanno cercando di ricostruire la catena degli eventi. L’obiettivo è verificare se esista una correlazione tra gli alimenti distribuiti nelle mense e i casi di salmonellosi riscontrati tra i pazienti.

Un’indagine ancora in corso

Ats ha sottolineato che le attività di controllo proseguono e coinvolgono una rete di soggetti istituzionali e sanitari. L’Agenzia sta operando in coordinamento con gli ospedali interessati, i pediatri, i medici del territorio, le famiglie, i sindaci dei comuni coinvolti e le altre autorità competenti.

La collaborazione tra le diverse strutture serve sia a seguire l’evoluzione clinica delle persone colpite sia a raccogliere gli elementi necessari per individuare l’origine del focolaio.

Nel frattempo, il quadro epidemiologico continua a essere aggiornato sulla base delle segnalazioni che arrivano alle autorità sanitarie. Il numero di 114 casi comprende infatti persone che avevano già manifestato i sintomi nei giorni precedenti e la cui segnalazione è stata acquisita successivamente.

L’indagine dovrà quindi chiarire se la salmonella individuata nei pazienti sia riconducibile a una specifica fonte alimentare e, in particolare, se vi sia un collegamento con i pasti distribuiti nelle scuole coinvolte. Per questo motivo gli accertamenti sui campioni conservati assumono un ruolo centrale nella ricostruzione dell’accaduto.

Per ora, l’aggiornamento sanitario evidenzia due elementi: il numero complessivo dei casi è arrivato a 114, mentre tra i bambini ricoverati si registra un primo segnale positivo con l’inizio delle dimissioni. Tutti i pazienti pediatrici ancora ricoverati restano sotto osservazione e, secondo Ats, presentano condizioni stabili o in miglioramento.

Le autorità continueranno a seguire l’evoluzione del focolaio e a comunicare gli eventuali risultati degli ulteriori esami sui pasti e sui campioni raccolti nell’ambito dell’indagine.

Redazione

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