Gasolio, aumentano le accise e salta lo sconto fiscale

Il prezzo fiscale sul diesel aumenta di 6,1 centesimi al litro. Per la prima volta da marzo non viene applicato alcun meccanismo di compensazione attraverso le accise mobili.

Il costo fiscale del gasolio torna a salire. A partire dalla nuova scadenza prevista, le accise sul diesel aumentano di 6,1 centesimi, mentre non entra in funzione il meccanismo delle cosiddette accise mobili che avrebbe potuto attenuare l’incremento per gli automobilisti.

La novità deriva dall’assenza, sulla Gazzetta Ufficiale, del decreto interministeriale che avrebbe dovuto consentire l’utilizzo dell’extragettito Iva legato ai carburanti. Il provvedimento, che avrebbe dovuto essere predisposto dai ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e dell’Economia e delle Finanze, non risulta infatti pubblicato.

La conseguenza è che il beneficio fiscale applicato nei mesi precedenti viene meno, lasciando interamente a carico dell’accisa l’incremento previsto sul gasolio.

Il mancato intervento rappresenta una discontinuità rispetto a quanto accaduto negli ultimi mesi. Da marzo, infatti, era stato adottato un sistema di riduzione della pressione fiscale sui carburanti attraverso provvedimenti collegati alla situazione determinata dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran.

Da allora, il sistema delle accise mobili aveva rappresentato uno strumento per contenere l’impatto degli aumenti dei carburanti. Il meccanismo avrebbe consentito di destinare una parte delle maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi alla riduzione delle accise, compensando almeno in parte la maggiore spesa sostenuta dagli automobilisti.

Questa volta, però, tale compensazione non scatta. Il decreto necessario per utilizzare l’extragettito Iva non compare in Gazzetta Ufficiale, impedendo di fatto l’attivazione della misura.

L’aumento riguarda in particolare il gasolio, sul quale l’imposta torna quindi a pesare senza la riduzione fiscale che aveva accompagnato il mercato dei carburanti dall’inizio della primavera.

La vicenda si inserisce in una fase nella quale i prezzi alla pompa continuano a rappresentare un elemento di attenzione per famiglie e imprese. Il carburante diesel viene utilizzato non soltanto dagli automobilisti privati, ma anche da una parte rilevante del trasporto e delle attività produttive, rendendo le variazioni della fiscalità particolarmente significative per l’economia.

L’incremento di 6,1 centesimi delle accise sul gasolio arriva dunque senza un contemporaneo intervento compensativo. L’assenza del decreto Mase-Mef segna una differenza rispetto ai provvedimenti adottati da marzo, quando l’emergenza legata al conflitto aveva portato il governo a intervenire sulla fiscalità dei carburanti.

Il punto centrale è quindi il venir meno dello sconto fiscale. Non si tratta soltanto di una variazione tecnica delle accise: la mancata attivazione delle accise mobili determina infatti la fine del meccanismo che negli ultimi mesi aveva contribuito a contenere la componente fiscale incorporata nel prezzo del diesel.

Il passaggio assume particolare rilievo anche per la tempistica. Per la prima volta da marzo non viene confermato alcun beneficio fiscale sui carburanti attraverso questo strumento, mentre l’aumento dell’accisa sul gasolio entra in vigore senza la compensazione che sarebbe stata possibile attraverso l’extragettito Iva.

Il decreto interministeriale avrebbe dovuto stabilire le modalità per destinare tali maggiori entrate alla riduzione delle accise. La sua mancata pubblicazione rende quindi operativo l’aumento previsto sul diesel.

Il nuovo quadro fiscale si riflette sul costo complessivo dei carburanti, con il gasolio che si trova così a sostenere una maggiore componente d’imposta. Per gli utenti della strada, l’effetto si aggiunge alle normali oscillazioni del prezzo industriale e delle quotazioni dei prodotti petroliferi.

La questione delle accise torna quindi al centro del dibattito sui costi dell’energia e della mobilità. Il mancato rinnovo del meccanismo di compensazione interrompe una misura adottata a partire da marzo e lascia senza copertura fiscale la nuova variazione dell’accisa sul gasolio.

Il risultato immediato è un aumento di 6,1 centesimi della componente fiscale applicata al diesel, senza che venga attivata la riduzione prevista dalle accise mobili. La mancata pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale determina così la conclusione del beneficio fiscale utilizzato nei mesi precedenti.

Redazione

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