Salò, stretta sui gruppi di ciclisti sulla Gardesana: ipotesi divieto

La Gardesana verso nuove restrizioni per i gruppi di ciclisti, con colonne di massimo otto biciclette e 50 metri di distanza per migliorare la sicurezza stradale.

La convivenza tra automobilisti e ciclisti lungo la Gardesana torna al centro del dibattito sulla sponda bresciana del lago di Garda. La strada, apprezzata per il paesaggio ma caratterizzata da carreggiate strette, curve e numerose gallerie, è spesso interessata nei fine settimana dal passaggio di gruppi numerosi di appassionati delle due ruote. Una situazione che può rallentare il traffico e rendere particolarmente complessi i sorpassi, soprattutto nei tratti in cui lo spazio a disposizione è limitato.

La riforma del Codice della strada potrebbe introdurre nuove regole per disciplinare la circolazione dei gruppi di ciclisti sportivi, prevedendo colonne composte da un massimo di otto biciclette e una distanza minima di 50 metri tra un gruppo e quello successivo. Le disposizioni, contenute nella bozza approvata dal Consiglio dei ministri secondo quanto riportato il 18 ottobre 2026, puntano a rendere più agevole il superamento delle colonne da parte degli altri veicoli.

La prospettiva di una regolamentazione più stringente riaccende però una questione che interessa da tempo i comuni della riviera occidentale: come garantire la sicurezza stradale senza penalizzare indiscriminatamente chi sceglie la bicicletta per praticare sport o visitare il territorio.

Una strada stretta e molto frequentata

Il tratto della Gardesana che collega Salò ai centri situati più a nord del lago è uno degli itinerari più frequentati dai ciclisti, attratti dalle caratteristiche paesaggistiche della zona. Nei periodi di maggiore affluenza, tuttavia, il numero di biciclette in circolazione può aumentare sensibilmente, con gruppi che procedono lungo la statale anche in presenza di traffico automobilistico intenso.

La conformazione della strada rappresenta uno degli elementi più critici: in diversi punti la carreggiata è ridotta, mancano corsie di emergenza e le curve limitano la visibilità. Le difficoltà diventano ancora più evidenti nelle gallerie a nord di Gargnano, dove le possibilità di effettuare un sorpasso in sicurezza possono essere particolarmente limitate.

Quando un gruppo numeroso occupa una parte consistente della carreggiata, le auto possono essere costrette a procedere lentamente per lunghi tratti. La presenza di furgoni e veicoli di dimensioni maggiori rende le manovre ancora più difficili, soprattutto quando non ci sono spazi sufficienti per mantenere le distanze laterali necessarie.

Il problema, secondo le testimonianze raccolte, non riguarda soltanto il rallentamento della circolazione. La scarsa visibilità, le manovre di sorpasso e la presenza di ciclisti non adeguatamente illuminati nelle gallerie possono aumentare i rischi per tutti gli utenti della strada.

Roberto Visentini: «Il traffico è triplicato»

Tra le voci critiche c’è quella di Roberto Visentini, ex professionista del ciclismo dal 1978 al 1990 e vincitore del Giro d’Italia nel 1986. La sua esperienza sulle strade gardesane gli permette di confrontare la situazione attuale con quella di alcuni decenni fa.

Visentini, che percorre quotidianamente la riviera per ragioni professionali, sottolinea come il contesto sia profondamente cambiato. A suo giudizio, il traffico sarebbe aumentato considerevolmente, così come le dimensioni dei veicoli, mentre la struttura della strada è rimasta sostanzialmente invariata.

L’ex corridore riferisce di incontrare gruppi composti anche da una ventina di persone e racconta di automobilisti che, trovandosi dietro le biciclette, ricorrono spesso al clacson. Nella maggior parte dei casi, però, la conformazione della strada non consente di superare facilmente la colonna.

Visentini manifesta inoltre dubbi sull’efficacia delle nuove disposizioni. Se già due ciclisti che procedono affiancati possono rendere difficoltoso il sorpasso per un’automobile, osserva, la manovra può diventare ancora più complicata quando a transitare sono mezzi pesanti o furgoni.

Il nodo dell’illuminazione nelle gallerie

Un altro aspetto sollevato dall’ex campione riguarda la visibilità dei ciclisti, soprattutto nei tunnel. Secondo la sua testimonianza, capita di incontrare persone in bicicletta prive di luci, una circostanza che può rendere difficile individuarle tempestivamente.

In alcuni gruppi, spiega, il primo ciclista può essere dotato di fanali e l’ultimo di un dispositivo catarifrangente, mentre chi si trova nel mezzo della colonna potrebbe non disporre di equipaggiamenti adeguati.

La sicurezza nelle gallerie dipende anche dalla visibilità di ogni singola bicicletta, non soltanto da quella dei componenti che aprono e chiudono il gruppo. In condizioni di illuminazione limitata, la possibilità di individuare in tempo un ciclista è fondamentale per consentire agli automobilisti di mantenere una distanza adeguata e reagire agli eventuali imprevisti.

Per Visentini, le nuove regole sulla dimensione dei gruppi non sarebbero sufficienti, da sole, a risolvere queste criticità. Il rispetto delle disposizioni e la presenza di controlli efficaci restano elementi centrali per ridurre i comportamenti pericolosi.

Divieto per le biciclette? Il dibattito resta aperto

Negli ultimi mesi alcuni amministratori locali, anche sulla sponda veronese del lago, avevano avanzato l’ipotesi di limitare o vietare il transito delle biciclette nei tratti più congestionati della Gardesana, almeno nelle giornate caratterizzate da traffico particolarmente intenso.

Le proposte erano legate alle difficoltà di gestione della circolazione durante i periodi di maggiore affluenza, quando automobili, motocicli, mezzi commerciali e biciclette condividono una rete stradale con margini di manovra ridotti.

Un divieto generalizzato, tuttavia, avrebbe conseguenze anche sul turismo e sull’economia locale. Il ciclismo rappresenta infatti una componente dell’offerta sportiva e turistica del Garda, frequentato da appassionati italiani e stranieri che scelgono il territorio proprio per i suoi itinerari panoramici.

Impedire indiscriminatamente il passaggio delle biciclette significherebbe penalizzare anche chi rispetta le regole e adotta comportamenti prudenti. La questione, quindi, richiede un equilibrio tra le esigenze di sicurezza degli automobilisti, la tutela dei ciclisti e la valorizzazione del territorio.

Il sindaco di Gardone Riviera: «Chi controlla?»

Sull’effettiva capacità delle nuove disposizioni di modificare la situazione interviene anche il sindaco di Gardone Riviera, Adelio Zeni, che esprime perplessità soprattutto sul tema dei controlli.

La domanda posta dal primo cittadino riguarda la possibilità concreta di verificare che i gruppi rispettino i limiti numerici e le distanze previste. Una norma, infatti, può stabilire criteri più precisi per la circolazione, ma la sua efficacia dipende anche dalla capacità di farla rispettare lungo una strada estesa e frequentata.

Il punto centrale del confronto è dunque capire se la nuova disciplina sarà sufficiente a migliorare la sicurezza sulla Gardesana o se serviranno ulteriori interventi, calibrati sui tratti più delicati e sulle giornate di maggiore traffico.

La questione rimane aperta: da un lato, automobilisti e amministratori chiedono condizioni di circolazione più sicure e scorrevoli; dall’altro, ciclisti e operatori turistici hanno interesse a preservare l’accesso a uno degli itinerari più conosciuti del lago.

Il possibile limite di otto biciclette per gruppo e la distanza di almeno 50 metri tra le colonne costituiscono una proposta di regolamentazione da valutare nel quadro della riforma. Per comprendere se queste misure potranno produrre risultati concreti, saranno determinanti il testo definitivo delle disposizioni, le modalità di applicazione e i controlli effettivamente previsti.

Redazione

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