Slow Food premia le osterie bresciane: ecco le quattro eccellenze del 2027
La gastronomia bresciana torna protagonista della guida Osterie d’Italia 2027 di Slow Food, che nella nuova edizione assegna quattro Chiocciole ad altrettanti locali della provincia. Il prestigioso riconoscimento valorizza le insegne capaci di distinguersi per la qualità della cucina, l’attenzione alle tradizioni gastronomiche, la scelta delle materie prime e l’accoglienza.
La pubblicazione, disponibile dal 21 ottobre, raccoglie quest’anno 1.952 indirizzi in tutta Italia, selezionati per rappresentare le diverse espressioni della ristorazione legata al territorio.
Tra questi, 335 hanno ottenuto la Chiocciola, il simbolo più importante della guida.
Per Brescia il risultato presenta una doppia lettura: da una parte arriva una novità significativa, con il primo riconoscimento assegnato a un’osteria del capoluogo; dall’altra si registra una diminuzione del numero complessivo delle Chiocciole rispetto all’edizione precedente.
I locali bresciani premiati passano infatti da sei a quattro, con tre conferme e un nuovo ingresso.
El Licinsì entra nella storia: prima Chiocciola a Brescia città
La principale novità della guida 2027 riguarda El Licinsì, osteria situata in via Monte Grappa a Brescia, che conquista per la prima volta il massimo riconoscimento di Slow Food.
Il locale è gestito da Dario Scolaro e dalla moglie Gabriella e rappresenta l’unico nuovo ingresso bresciano nell’elenco delle Chiocciole di quest’anno.
Si tratta di un risultato particolarmente significativo per il capoluogo, che fino a questa edizione non aveva mai avuto un’osteria insignita del riconoscimento.
L’ingresso di El Licinsì amplia così la presenza della ristorazione bresciana nella selezione nazionale, affiancando alle realtà già affermate della provincia un indirizzo situato direttamente in città.
Il riconoscimento viene assegnato da Slow Food alle osterie che esprimono in modo particolarmente coerente i principi della guida, attraverso una proposta gastronomica capace di coniugare qualità, identità territoriale e ospitalità.
Tamì, Da Sapì e Al Resù: le tre conferme bresciane
Accanto al nuovo ingresso cittadino, la guida conferma tre locali che avevano già ottenuto la Chiocciola nelle precedenti edizioni.
A Collio, in Val Trompia, mantiene il riconoscimento il Tamì, gestito dai fratelli Mauro e Michele Lazzari.
La presenza del locale tra le insegne premiate conferma il ruolo della ristorazione di montagna nella valorizzazione della tradizione gastronomica bresciana.
Un’altra conferma arriva dalla Valle Camonica, dove continua a distinguersi Da Sapì di Esine, legato alla famiglia Foppoli, con Daniela e il marito Mauro Vielmi.
La terza Chiocciola confermata è quella di Al Resù di Lozio, dove opera in cucina la giovane chef Greta Gemmi.
Questi tre indirizzi rappresentano la continuità della selezione Slow Food nel territorio provinciale, mentre El Licinsì costituisce la novità dell’edizione 2027.
Le quattro osterie premiate si trovano quindi a Brescia, Collio, Esine e Lozio, distribuendosi tra il capoluogo e le aree montane della provincia.
Tre osterie perdono la Chiocciola rispetto al 2026
La nuova edizione della guida presenta anche alcune esclusioni dall’elenco dei locali insigniti del massimo riconoscimento.
Non figurano più tra le Chiocciole bresciane Le Frise di Artogne, Finil del Pret di Comezzano Cizzago e Antica Trattoria Piè del Dòs di Gussago.
I tre locali erano presenti nella precedente selezione, ma non hanno mantenuto il riconoscimento per il 2027.
L’uscita dall’elenco delle Chiocciole non significa necessariamente che le insegne siano state eliminate dalla guida nel suo complesso: il dato riguarda esclusivamente l’attribuzione del premio più prestigioso.
Il bilancio della provincia passa così da sei a quattro riconoscimenti, nonostante il nuovo ingresso dell’osteria cittadina.
Osterie d’Italia 2027: come funziona la selezione di Slow Food
La guida Osterie d’Italia nasce 36 anni fa da un’idea di Carlo Petrini e continua a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca una ristorazione legata alle tradizioni locali.
Il progetto si fonda su quattro principi fondamentali: cucina del territorio, utilizzo di prodotti di qualità, prezzi accessibili e accoglienza autentica.
La selezione non riguarda soltanto il valore gastronomico dei piatti, ma prende in considerazione anche il contesto nel quale vengono proposti, il rapporto con le produzioni locali e l’esperienza complessiva offerta agli ospiti.
La Chiocciola rappresenta il riconoscimento attribuito alle realtà che interpretano in maniera particolarmente significativa questa filosofia.
La guida comprende inoltre diverse tipologie di locali, andando oltre il modello tradizionale dell’osteria.
Nell’edizione 2027 figurano infatti 175 locali quotidiani, tra gastronomie, pastifici ed enoteche con cucina.
Sono presenti anche sezioni dedicate alle specialità regionali, dai bacari veneziani ai buffet triestini, passando per le malghe del Trentino, i fornelli pugliesi e i trippai fiorentini.
Le regioni con più osterie premiate in Italia
La distribuzione dei riconoscimenti mostra una presenza particolarmente importante di alcune regioni.
Considerando il numero complessivo di locali segnalati, il Piemonte guida la classifica nazionale con 169 indirizzi, seguito dalla Toscana con 158 e dalla Campania con 155.
La graduatoria cambia quando vengono prese in considerazione esclusivamente le Chiocciole.
In questo caso è la Campania a occupare il primo posto con 34 riconoscimenti, davanti al Piemonte, che ne conta 31.
Al terzo posto si trovano, a pari merito, Emilia-Romagna, Puglia e Toscana, ciascuna con 26 Chiocciole.
| Regione | Chiocciole Slow Food 2027 |
|---|---|
| Campania | 34 |
| Piemonte | 31 |
| Emilia-Romagna | 26 |
| Puglia | 26 |
| Toscana | 26 |
I numeri evidenziano la diffusione nazionale del riconoscimento e la varietà delle tradizioni gastronomiche valorizzate dalla pubblicazione.
Un premio speciale vicino a Brescia: il piatto dell’anno a Castiglione delle Stiviere
Tra i riconoscimenti assegnati nell’edizione 2027 figura anche un premio speciale destinato a un locale situato a breve distanza dal territorio bresciano.
Il titolo di Piatto dell’anno è stato attribuito al tris di paste ripiene dell’Hostaria Viola di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.
Il riconoscimento valorizza una proposta gastronomica specifica, distinguendola all’interno della selezione nazionale.
La guida prevede inoltre premi dedicati alla qualità delle bevande e delle carte dei vini.
Sono 228 i locali che hanno ottenuto il riconoscimento Bere Bene, assegnato per la proposta di bevande che comprende, tra le altre, birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati.
Altri 627 indirizzi hanno ricevuto il premio Bottiglia, riservato alle insegne che si distinguono per la cura della selezione enologica.
Si tratta di valutazioni che affiancano quella gastronomica, ampliando l’attenzione della guida all’intera esperienza di ristorazione.
Cucina bresciana protagonista tra tradizione e nuovi riconoscimenti
L’edizione 2027 di Osterie d’Italia restituisce un quadro della ristorazione bresciana caratterizzato da continuità e cambiamenti.
Le conferme di Tamì, Da Sapì e Al Resù mantengono alta la rappresentanza delle osterie della provincia, mentre l’ingresso di El Licinsì segna un risultato storico per Brescia città.
Il calo complessivo delle Chiocciole non modifica il significato del riconoscimento attribuito ai quattro locali selezionati, che rientrano tra le 335 insegne premiate a livello nazionale.
La nuova guida continua a valorizzare una cucina che conserva un legame con le proprie origini, privilegiando la qualità delle materie prime e il rapporto con il territorio.
Per il 2027 le quattro Chiocciole bresciane sono dunque El Licinsì a Brescia, Tamì a Collio, Da Sapì a Esine e Al Resù a Lozio, quattro indirizzi che rappresentano la provincia nella selezione delle migliori osterie italiane secondo Slow Food.
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