I Giochi Paralimpici di Parigi 2024: inclusività, record e speranze azzurre

Con 4.400 atleti provenienti da 185 Paesi, questa edizione si pone come un potente strumento di diffusione del messaggio di inclusività

Mentre Parigi si prepara ad accogliere i Giochi Paralimpici, dal 28 agosto all’8 settembre, il mondo volge lo sguardo a un evento che rappresenta molto più di una competizione sportiva. Con 4.400 atleti provenienti da 185 Paesi, questa edizione si pone come un potente strumento di diffusione del messaggio di inclusività, ispirando cambiamenti sociali e promuovendo una nuova considerazione del movimento paralimpico.

La fiaccola paralimpica, accesa a Stoke Mandeville, Inghilterra, luogo simbolo dove il neurologo Ludwig Guttmann nel 1948 diede vita alle prime sfide per reduci di guerra mutilati, è giunta in Francia attraversando il tunnel della Manica. In quattro giorni, dodici torce hanno attraversato una cinquantina di città francesi, culminando nel grande braciere al Giardino delle Tuileries. La cerimonia d’apertura, sotto la direzione artistica di Thomas Jolly, che ha già firmato l’innovativa apertura olimpica sulla Senna, si terrà tra gli Champs-Elysées e Place de la Concorde.

Per l’Italia, i Giochi di Parigi rappresentano un’opportunità di confermare e superare i successi ottenuti a Tokyo 2020, dove la squadra azzurra conquistò ben 69 medaglie (14 ori, 29 argenti, 26 bronzi), secondo solo ai Giochi di Roma 1960. Con una squadra composta da 141 atleti (70 donne e 71 uomini) in 17 discipline, le aspettative sono alte. Gli alfieri italiani saranno la velocista Ambra Sabatini e il ciclista Luca Mazzone.

Le speranze di medaglia più concrete si concentrano nel nuoto, con una Nazionale che ha dominato sia i Mondiali di Manchester 2023 che i recenti Europei di Funchal. Tuttavia, anche atletica e scherma promettono risultati notevoli, mentre il sitting volley potrebbe riservare piacevoli sorprese. In questa edizione, per la prima volta, gli atleti paralimpici potranno sfoggiare i tatuaggi dei cinque cerchi, simbolo di orgoglio olimpico, senza la necessità di coprirli come avveniva in passato, quando venivano considerati una forma di pubblicità occulta.

Redazione

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