Dopo anni di stallo, è stato finalmente raggiunto un accordo strategico per il comprensorio sciistico di Pontedilegno-Tonale. La collaborazione tra i territori dell’Alta Valcamonica e quelli trentini ha portato alla definizione di un nuovo modello di ripartizione degli incassi del consorzio Ponte-Tonale, un’intesa che punta a sbloccare investimenti cruciali per il futuro della zona. Ogni anno, il comprensorio genera circa 30 milioni di euro (28 milioni nella scorsa stagione), con l’obiettivo di arrivare a 32 milioni.
La nuova distribuzione degli incassi
Le tre società che compongono il consorzio – Sit di Ponte di Legno, Carosello Tonale di Vermiglio e Sinval di Edolo – hanno concordato una ripartizione basata non solo sul numero di passaggi degli sciatori, ma anche sugli investimenti futuri. Questo superamento del precedente sistema “speculativo” permette di dare priorità ai progetti di sviluppo.
Un “Accordo per lo Sviluppo” decennale
L’intesa, valida per i prossimi dieci anni, introduce un sistema flessibile di ripartizione. Parte dei ricavi sarà destinata alla gestione del demanio, mentre la fetta più consistente premierà le società che investiranno in nuovi progetti. Questo schema consente di sbloccare i contributi pubblici già stanziati e garantisce risorse per il cofinanziamento delle iniziative previste, il cui valore complessivo ammonta a ben 150 milioni di euro.
Progetti in cantiere: gli impianti che rivoluzioneranno il comprensorio
L’accordo dà finalmente luce verde a progetti rimasti bloccati per anni:
- Rifacimento degli impianti Corno d’Aola e Angelo: già finanziati con 10 milioni di euro.
- Collegamento tra la cabinovia del Tonale e la statale 42: un’infrastruttura chiave per l’interscambio pedonale, con fondi iniziali di 700mila euro.
- Ampliamento del demanio di Cima Sorti: progetto da 25 milioni, che include un collegamento innovativo tra le piste Bleis e Valbiolo.
- Nuova seggiovia Valbiolo: un impianto modernissimo a otto posti, con un finanziamento di 8 milioni.
- Ampliamento del demanio sciabile del Presena: una soluzione per contrastare gli effetti del ritiro del ghiacciaio, con un nuovo impianto che bypasserà le aree critiche.
Prospettive future per l’Alta Valcamonica
Secondo il presidente della Sit, Mario Bezzi, l’accordo rappresenta una visione di lungo termine per il comprensorio, coinvolgendo sia operatori privati sia istituzioni pubbliche. “Abbiamo costruito un modello che offre prospettive concrete a chi decide di investire da noi”, ha dichiarato Bezzi, sottolineando che i migliori risultati devono ancora arrivare.
Con questa intesa, l’Alta Valcamonica e l’Alta Val di Sole si preparano a diventare un punto di riferimento per il turismo invernale, garantendo infrastrutture all’avanguardia e uno sviluppo sostenibile per le future generazioni.
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