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La crisi del commercio a Brescia: in 10 anni persi 365 negozi

Diminuzione a pari passo tra centro storico e periferie, mentre resistono bar, alberghi e ristoranti. L’inflazione e il boom dell'e-commerce colpiscono duramente.

Il commercio a Brescia vive un periodo di crisi senza precedenti, evidenziato dalla chiusura di centinaia di negozi nell’arco di soli dieci anni. Dal 2012 al 2023, la città ha visto abbassare le saracinesche di 365 attività commerciali, di cui 143 concentrate nel centro storico. Questa tendenza negativa riflette un quadro più ampio a livello regionale, con una diminuzione del 13,4% dei negozi, bar, ristoranti e servizi di alloggio in Lombardia.

Il declino del commercio non risparmia né il cuore antico delle città né le periferie, ma colpisce in modo particolarmente duro il settore del commercio al dettaglio. Inoltre, l’innalzamento dei prezzi a seguito dell’inflazione ha ulteriormente complicato la situazione delle imprese, già indebolite dalle sfide post-pandemia. L’avvento dell’e-commerce ha rappresentato un’altra grave minaccia, con le piattaforme online che hanno guadagnato quote di mercato senza adeguati contributi fiscali, aggravando ulteriormente il problema.

Carlo Massoletti, vicepresidente di Confcommercio Lombardia e presidente di Brescia, sottolinea le difficoltà incontrate dalle piccole imprese nel far fronte alle spese crescenti e propone misure di sostegno fiscale simili a quelle previste per il settore agricolo. Tuttavia, il panorama rimane incerto, con la proliferazione di centri commerciali che competono in modo sleale con il commercio locale, senza una reale attenzione da parte delle istituzioni.

Il disagio è palpabile anche tra i consumatori, che vedono ridursi i livelli di servizio e l’offerta commerciale, soprattutto nei centri storici. Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, sottolinea l’importanza di contrastare la desertificazione commerciale attraverso progetti di riqualificazione urbana e una maggiore efficienza del commercio di prossimità.

In questo contesto, l’innovazione e l’omnicanalità emergono come strumenti cruciali per la sopravvivenza del commercio locale. È necessario investire in soluzioni che combinino la presenza fisica con una forte presenza online, garantendo un’esperienza d’acquisto integrata e di qualità per i consumatori. Solo così sarà possibile preservare il valore sociale e culturale del commercio di vicinato e contrastare efficacemente la desertificazione delle nostre città.

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