La bolletta energetica è stata da tempo una fonte di preoccupazione per l’industria bresciana. Negli ultimi anni, tuttavia, questo settore ha intrapreso una serie di investimenti che hanno reso molte aziende energeticamente autonome, proteggendole dalle fluttuazioni del mercato energetico, soprattutto per quanto riguarda l’elettricità. Nonostante si speri in ribassi che rendano i costi competitivi con il resto d’Europa, le bollette per il settore industriale bresciano rimangono elevate.
A delineare il quadro attuale è il centro studi di Confindustria Brescia, che, basandosi su dati di Terna, Gme, Trading Economics e Mite, prevede che nel 2024 l’industria locale spenderà per gas e elettricità la considerevole cifra di 1 miliardo e 80 milioni di euro. Davide Fedreghini ha spiegato a “Scenari & Tendenze” che, sebbene questa cifra sia diminuita del 72% rispetto al record del 2022, quando superava i 3,8 miliardi, e del 23% rispetto al 2023, quando ammontava a 1,39 miliardi, rimane comunque un incremento significativo rispetto al periodo pre-pandemia e pre-guerra. Infatti, nel 2019 il costo totale era di 586 milioni, segnando un aggravio dell’84%.
Oltre ai costi energetici, anche l’accesso al credito presenta criticità per le imprese bresciane. Da ottobre 2022 a marzo 2024, le erogazioni di credito sono diminuite del 28,5%, passando da 13,7 miliardi a 9,8 miliardi. Inoltre, si è registrato un aumento del tasso di formazione dei crediti deteriorati, salito dallo 0,9% di metà 2023 al 2,1% di marzo 2024. Questo ha portato le sofferenze dell’industria a crescere da 90 a 99 milioni negli ultimi mesi.
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