Sabato 27 luglio è stato segnato da una giornata di sciopero organizzato dai lavoratori e dalle lavoratrici di Conforama ed Emmezeta Moda, con un presidio all’esterno del negozio di Castel Mella. Questo evento è il culmine di uno stato di agitazione proclamato solo pochi giorni fa dai dipendenti in collaborazione con i sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl.
Le motivazioni dello sciopero sono state chiaramente espresse in una nota congiunta diffusa dai sindacati Cgil e Cisl. La nota denuncia che Conforama Italia ha comunicato la ricollocazione di alcuni lavoratori dai punti vendita di appartenenza ad altri sul territorio nazionale, anche a distanza di centinaia di chilometri. L’azienda, colpita dalla crisi del settore a causa della riduzione complessiva dei consumi, sta affrontando una crisi interna che ha portato a una perdita di affidabilità del marchio agli occhi dei fornitori.
Secondo la nota sindacale, Conforama ha esplicitato la necessità urgente di ridurre il costo del lavoro, ricercando una sostenibilità focalizzata sul risparmio piuttosto che sulla crescita. Tali trasferimenti mettono in discussione la continuità occupazionale dei lavoratori coinvolti, costringendoli a cambiamenti radicali nella loro vita come il mutamento di residenza o lo sradicamento dagli affetti familiari. L’imposizione dei trasferimenti è vista come una manovra per risolvere i rapporti di lavoro, violando le norme imperative di legge in materia di riduzione del personale e licenziamenti collettivi.
Sarebbero già quattro i lavoratori dello store di Castel Mella a cui è stato proposto il trasferimento. La tensione è alta tra i dipendenti, che vedono questi spostamenti come un attacco diretto alla loro stabilità lavorativa e personale. Con 54 dipendenti in forza a Conforama e 8 assunti da Emmezeta nel corner shop attivo all’interno dello store, l’impatto di queste decisioni aziendali si fa sentire profondamente.
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