La religiosa agli arresti domiciliari nega ogni coinvolgimento con il clan Tripodi, attesa la decisione del gip.
Un’interrogatorio durata due ore e mezza
Suor Anna Donelli, arrestata una settimana fa con l’accusa di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso , è stata interrogata dal gip di Brescia. La religiosa, nota per il suo impegno come volontaria nelle carceri, è accusata di avere legami con la famiglia Tripodi , considerata ai vertici di un clan della ‘ndrangheta attivo nel bresciano. Durante l’interrogatorio, durato oltre due ore e mezza, suar Anna ha respinto con fermezza tutte le accuse .
La difesa chiede la revoca degli arresti domiciliari
Il legale della suora, l’avvocato Robert Ranieli, ha presentato richiesta di revoca degli arresti domiciliari , sottolineando l’assenza di prove concrete che il collega suor Anna alle attività del clan. La decisione del gip è attesa per la prossima settimana.
Un caso che scuote l’opinione pubblica
La vicenda ha suscitato grande clamore, sia per la figura dell’imputata, una religiosa impegnata da anni nel sostegno ai detenuti, sia per la gravità delle accuse. Gli inquirenti sostengono che la suora avrebbe favorito il clan attraverso presunti contatti e facilitazioni, un’ipotesi che la difesa definisce priva di fondamento.
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