Crollo del pescato nel Garda: il lago si svuota, reti sempre più vuoti

La pesca nel lago di Garda crolla: pescato dimezzato in pochi anni. Coregoni e agoni in forte calo. Servono interventi per salvare l'ecosistema.

La pesca professionale sul lago di Garda registra una crisi senza precedenti, con un drastico calo del pescato che trasforma il lago in un “deserto”. I dati diffusi da Filippo Gavazzoni, vicepresidente della Comunità del Garda, evidenziano un trend preoccupante che colpisce in modo diretto l’intero comparto.

Un crollo verticale: i numeri parlano chiaro

Secondo l’analisi condotta sulle quote di pesce acquistate dai grossisti nel basso lago bresciano, la produzione è passata da 56 tonnellate nel 2020 a sole 12 tonnellate nel 2024. Il calo, progressivo ma inesorabile, mostra come le quote siano diminuite sensibilmente negli ultimi anni :

  • 2020: 56 tonnellate
  • 2021: 45 tonnellate
  • 2022: 31 tonnellate
  • 2023: 23 tonnellate
  • 2024: 12 tonnellate

Le cause di un disastro annunciato

Secondo Gavazzoni, il drastico calo non può essere attribuito solo alla cessazione del ripopolamento dei coregoni, interrotta nel 2021 dal Ministero dell’Ambiente. Il problema ha radici più profonde, con segnali di declino già evidenti prima del decreto.

Il coregone, che costituiva il 50% del pescato, impiega circa due anni per raggiungere la taglia adatta alla pesca. Di conseguenza, il blocco dei ripopolamenti non spiega del tutto la riduzione delle catture. Il sovrasfruttamento del lago, con prelievi superiori alla capacità di riproduzione naturale, gioca un ruolo cruciale.

L’ambiente sotto pressione

Le condizioni ambientali stanno peggiorando il quadro:

  • L’aumento delle temperature dell’acqua altera l’habitat naturale delle specie.
  • Specie invasive e concorrenti alimentari riducono ulteriormente la disponibilità di pesce.
  • Bracconaggio e pesca sportiva intensiva contribuiscono alla riduzione della fauna ittica.

La crisi colpisce anche altre specie

Non solo il coregone, ma anche l’agone, una delle specie più diffuse, ha registrato un calo del 50% tra il 2022 e il 2024, passando da 6.500 a 3.000 chili.

Gavazzoni sottolinea l’importanza di recuperare gli habitat naturali, rinaturare le aree compromesse e avviare tempi accurati della biomassa per ristabilire un equilibrio nel lago.

Verso il futuro: misure urgenti per salvare il Garda

La Comunità del Garda sollecita interventi concreti per tutelare l’ecosistema lacustre, avviando un piano di gestione sostenibile che coinvolge pescatori, istituzioni e comunità locali.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Caldo record, siccità, grandinate e precipitazioni violente hanno messo sotto pressione coltivazioni e allevamenti. Mais...
gru
Il Documento unico di programmazione 2027-2029 indica le priorità dell’amministrazione: infrastrutture, sicurezza, servizi e abitazioni...
Negozio di alimentari
I dati Confesercenti fotografano il calo delle attività al dettaglio tra il 2019 e il...

Altre notizie