Il dibattito sul mondo venatorio è destinato a riaccendersi con le modifiche introdotte dalla recente Legge di bilancio. In un contesto già segnato da forti contrasti tra sostenitori e oppositori della caccia, il Governo ha cercato di trovare un equilibrio, proponendo interventi che mirano a stabilire una gestione più sostenibile della fauna selvatica.
Una delle novità più rilevanti riguarda la legittimità dell’attività venatoria. La nuova formulazione della legge ribadisce che «l’attività venatoria è consacrata e autorizzata per l’intera annata venatoria dalla legge 157/92, garantendo certezza normativa e stabilità». Questo intervento mira a rafforzare la base giuridica dell’attività di caccia, assicurando che venga svolta nel rispetto delle normative e con un quadro normativo chiaro e stabile.
Anche i calendari venatori sono al centro delle modifiche: le Regioni, infatti, saranno obbligate a pubblicarli entro il 15 giugno di ogni anno, indicando con precisione il periodo, gli orari e i numeri massimi giornalieri di prelievo per ogni specie cacciabile. Queste tempistiche e modalità sono pensate per una maggiore organizzazione e chiarezza, contribuendo alla gestione responsabile della fauna.
Un altro aspetto fondamentale riguarda l’importanza della consultazione con le autorità competenti. In base alle nuove disposizioni, i pareri necessari per l’approvazione dei calendari venatori dovranno essere acquisiti sia dall’Ispra che dal Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale. Questi organi avranno pari rilevanza, dando un segnale di rafforzamento del processo di consultazione e condivisione nelle decisioni, fondamentale per garantire una gestione equilibrata della fauna selvatica.
Le nuove regole stabiliscono anche procedure specifiche per le impugnazioni dei calendari. I ricorsi dovranno essere presentati entro 30 giorni dalla pubblicazione e saranno regolati da precise norme per il processo amministrativo. In caso di contenzioso, l’attività venatoria potrà proseguire senza interruzioni, applicando il calendario precedente fino alla decisione finale.
Barbara Mazzali, Assessore regionale lombardo, ha sottolineato che queste modifiche rappresentano un passo importante per il mondo venatorio. Secondo la Mazzali, si tratta di un «grande risultato» che risponde a una tradizione radicata sul territorio, con un forte impegno verso la gestione sostenibile della fauna.
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