Ciliegie oltre i 20 euro al chilo: il caro frutta colpisce l’estate 2025

Clima sfavorevole, manodopera scarsa e produzione ridotta spingono i prezzi alle stelle. Intanto crescono i consumi di ortofrutta biologica e confezionata

Ciliegie

Il prezzo delle ciliegie raggiunge livelli record, superando in alcune località italiane i 20 euro al chilo, diventando simbolo del cosiddetto “caro frutta” che sta caratterizzando l’estate 2025. Dietro questi numeri ci sono fattori strutturali e congiunturali: condizioni meteo sfavorevoli, scarsità di manodopera specializzata e rese produttive ai minimi storici.

Il costo della raccolta incide in modo significativo sul prezzo finale, soprattutto per frutti delicati come le ciliegie, la cui raccolta richiede cura e competenza per non danneggiarli. Nonostante l’impennata dei prezzi, la domanda rimane alta, soprattutto per quei frutti considerati “ready to use” dai consumatori.

Ortofrutta in crescita tra bio e confezionato

Secondo i dati diffusi dall’Ufficio Statistica di Cso Italy su fonte YouGov, il primo trimestre del 2025 segna una ripresa nei consumi di frutta e verdura. La frutta cresce dell’1% in volume e del 6% in valore, mentre gli ortaggi registrano un +4% nei volumi e +5% nella spesa.

Notevole anche la performance del comparto biologico, che nel periodo gennaio-marzo ha visto un incremento del 12% a volume, rappresentando ora il 10% dell’intero mercato ortofrutticolo.

In aumento anche le vendite di prodotti confezionati, che arrivano a rappresentare il 43% degli acquisti totali di ortofrutta, con una crescita del 6% rispetto all’inizio del 2024.

Focus sulla provincia di Brescia: produzioni e canali di vendita

Nel Bresciano, secondo Confagricoltura Brescia, la superficie agricola destinata alla frutta fresca nel 2024 è stabile rispetto all’anno precedente, con 318 ettari coltivati, pari all’8% della superficie regionale. Le coltivazioni principali sono kiwi, mele e pesche, accanto a prodotti locali di pregio come il Caco di Collebeato.

Per chi non si rivolge direttamente ai produttori, la GDO (grande distribuzione organizzata) si conferma il canale preferenziale, con l’82% dei volumi complessivi, mentre i mercati ambulanti continuano a perdere terreno, incapaci di fronteggiare i cambiamenti nei comportamenti d’acquisto.

Prezzi, consigli e consumi

Secondo la “Borsa della spesa” di BMTI e Italmercati, il passaggio dalla frutta invernale a quella estiva è ormai concluso. Sul mercato all’ingrosso si registra un calo dei prezzi per le fragole, grazie all’alta disponibilità di varietà diverse e alla buona qualità complessiva. I limoni restano invece stabili attorno a 1,30 euro al chilo.

Nel primo trimestre 2025 il consumo medio di ortofrutta per famiglia è stato di 49 kg, stabile rispetto al 2024 ma ancora inferiore ai livelli pre-pandemici. La spesa media, invece, ha toccato i 120 euro, segnando un +3%.

Redazione

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