A sottolineare l’importanza di questo tipo di esercitazioni è Fabio Tinti, tra gli organizzatori dell’evento, che ha ricordato come «la cosa più importante sia poter sbagliare, perché solo così si impara davvero a gestire le emergenze». Le prove sul campo, infatti, offrono un’occasione unica per testare la coordinazione tra enti, squadre di soccorso, mezzi speciali e risorse umane, ma anche per formare nuove generazioni di operatori. Proprio per questo, durante la giornata, videomaker specializzati hanno documentato ogni fase, per produrre materiale destinato alla formazione.
Dopo la simulazione iniziale in piazza Repubblica, l’esercitazione si è spostata in altri punti nevralgici del territorio. Nella zona industriale di Ponte San Marco, all’interno dell’azienda Valentini Glass, è stata inscenata l’esplosione di un trasformatore. Il finto incendio, partito da una cabina di media tensione, ha richiesto l’intervento coordinato della squadra antincendio interna, dei Vigili del fuoco e dei mezzi di soccorso.
Tra gli scenari più complessi e realistici, la simulazione lungo via del Sottopasso: una vera e propria maxi-emergenza. Una vettura finita nel fiume, una moto coinvolta in un incidente, altri tre veicoli incastrati nel sottopasso, con 18 feriti in totale, alcuni in condizioni gravissime e tra loro una donna incinta. Il recupero dei feriti, in particolare quello del conducente dell’auto in acqua, ha messo alla prova la logistica, la rapidità e il coordinamento delle squadre di Protezione civile.
La giornata è iniziata con uno scenario volutamente drammatico: una ragazza spinta dalla torre civica da un uomo che, poco dopo, minaccia di suicidarsi. Una rappresentazione cruda di un femminicidio, pensata per testare la prontezza dei soccorsi in situazioni ad alta tensione emotiva. In piazza Repubblica, a Calcinato, si sono schierati i mezzi di emergenza, ma anche i rappresentanti delle istituzioni locali: la sindaca Vincenza Corsini e il vicesindaco Alessandro Moratti Freschi hanno ricoperto il ruolo di mediatori, contribuendo alla gestione dell’intervento.
L’evento, battezzato CARE25, è stato organizzato dal Soccorso pubblico di Calcinato in collaborazione con la Protezione civile e con il coinvolgimento di numerose realtà operative. In campo circa 250 persone: tra queste, 100 figuranti, 80 volontari attivi sui mezzi, 20 operatori della Protezione civile e una trentina di membri dello staff logistico. All’esercitazione hanno preso parte anche i vertici dell’AAT di Brescia (la struttura che coordina il 118 provinciale), insieme a 14 istruttori regionali con il compito di valutare ogni fase operativa. Coinvolti 14 mezzi di soccorso, tra ambulanze, un’automedica, un mezzo infermierizzato, l’autopompa dei Vigili del fuoco Volontari del Garda e la Polizia locale. Numerose le associazioni di soccorso arrivate da tutta la provincia, impossibile citarle tutte.
CARE25 non è solo una prova tecnica, ma una riflessione concreta su quanto sia importante essere pronti anche di fronte agli scenari più tragici e realistici. Gli organizzatori hanno voluto “stressare” i sistemi di emergenza attraverso simulazioni ispirate a situazioni realmente accadute, per affinare le capacità di risposta e prevenzione. L’iniziativa si è conclusa con ulteriori simulazioni, tra cui una finta azione terroristica all’area Boschina, che ha chiuso una giornata intensa ma formativa, all’insegna della prevenzione, della preparazione e del coraggio operativo.
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