Parco del Mincio, tra infrazioni ambientali e tutela del territorio: l’impegno delle guardie ecologiche volontarie

Nel 2024 accertate 200 violazioni e 50 segnalazioni di rifiuti: Gev in prima linea su prevenzione, controllo e educazione ambientale

Controllare un territorio esteso come quello del Parco del Mincio è una sfida quotidiana. Con i suoi 28mila ettari che si estendono dalle porte di Mantova fino alla zona umida di San Francesco a Desenzano del Garda, l’area richiede una sorveglianza capillare e continua. Un compito affidato alle cinquanta guardie ecologiche volontarie (Gev) coordinate da Luigi Marcone, che nel corso del 2024 hanno garantito oltre 7.800 ore di attività di vigilanza e sensibilizzazione ambientale.

Le violazioni ambientali sono una costante. Solo nell’ultimo periodo, sono state riscontrate una decina di infrazioni per sosta e transito non autorizzato di veicoli all’interno del parco, spesso riconducibili a pescatori, soprattutto originari dell’Est Europa, coinvolti in attività di pesca di frodo. Le zone più colpite sono quelle comprese tra Bagnolo San Vito, i mulini di Valeggio sul Mincio e Corte San Giovanni (Soave).

Nel bilancio annuale si contano 200 violazioni, tra cui accensione abusiva di fuochi, attendamenti non autorizzati e taglio irregolare di alberi, in alcuni casi da parte di agricoltori che effettuano la capitozzatura senza autorizzazione. Il Comitato Cittadini Calcinato e altri gruppi ambientalisti locali continuano a segnalare la necessità di controlli più rigorosi e continui.

Un altro problema diffuso è l’abbandono di rifiuti. Le Gev hanno registrato 50 segnalazioni nel 2024, tra sacchi di immondizia e materiali inerti abbandonati. Alcune di queste sono state trasmesse ai carabinieri Forestali di Mantova e alla polizia Locale, in seguito al sospetto di violazioni urbanistiche, edilizie e paesaggistiche. Emblematico il caso di Porto Mantovano, dove un imprenditore agricolo è stato denunciato per aver effettuato lavori non autorizzati su area demaniale, tra cui scavi nell’alveo del Mincio, ampliamento di strade e abbattimento di specie arboree protette.

Sul fronte incendi, otto Gev fanno parte del Nucleo Aib (Antincendio boschivo), attrezzato con due quad e cinque biciclette (tre elettriche), per coprire le zone più difficili da raggiungere. La sorveglianza si intensifica soprattutto nei mesi più caldi, quando il rischio di roghi aumenta.

Ma il ruolo delle guardie ecologiche non si limita al controllo e alla prevenzione. Grande importanza viene data all’educazione ambientale, rivolta in particolare agli studenti. Nel 2024, 11 volontari hanno incontrato 1.880 alunni in 94 classi, con 27 visite guidate che hanno coinvolto scuole primarie e secondarie della provincia di Mantova.

Maurizio Pellizzer, presidente del Parco del Mincio, ha sottolineato il valore del lavoro svolto dalle Gev: «Sono sentinelle del territorio, volontari mossi da senso civico che segnalano anche problemi di manutenzione e contribuiscono a migliorare il parco». Le Gev sono composte da pensionati, lavoratori e cittadini attivi, che dedicano parte del loro tempo alla tutela dell’ambiente, offrendo un esempio concreto di cittadinanza attiva e difesa del patrimonio naturale.

Redazione

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