Aurora boreale sul lago di Garda: possibile un nuovo avvistamento notturno

Lo straordinario fenomeno atmosferico, visibile nella notte tra martedì e mercoledì, potrebbe ripetersi a causa di una tempesta solare “severa” in corso

Uno spettacolo raro e affascinante ha colorato il cielo notturno del lago di Garda, dove nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 novembre è stata osservata un’aurora boreale: un evento eccezionale alle nostre latitudini, possibile grazie a una violenta tempesta geomagnetica di livello G4, attualmente in atto.

L’aurora boreale, fenomeno tipico delle regioni artiche, si è resa visibile anche in Italia settentrionale per via dell’eccezionale intensità dell’attività solare registrata nelle ultime ore. Le immagini catturate sulle sponde gardesane mostrano sfumature luminose rosse e verdi all’orizzonte, generate dall’interazione tra le particelle solari e il campo magnetico terrestre.

Come si forma l’aurora boreale

L’aurora boreale nasce dall’interazione tra il vento solare – un flusso di particelle cariche emesso dal Sole – e la magnetosfera terrestre. Quando l’attività solare è particolarmente intensa, come accade durante le espulsioni di massa coronale (CME), queste particelle penetrano nel campo magnetico terrestre e si scontrano con le molecole dell’atmosfera, producendo emissioni luminose visibili anche a occhio nudo.

Il fenomeno si verifica normalmente a latitudini elevate, oltre il 60° parallelo nord, ma durante tempeste geomagnetiche di forte entità può estendersi anche più a sud, sotto il 50° e persino il 45° parallelo, coinvolgendo eccezionalmente aree come il nord Italia.

Un fenomeno legato a una tempesta solare “severa”

La comparsa dell’aurora sul lago di Garda è collegata a una tempesta geomagnetica classificata G4 (su una scala che va da G1 a G5), innescata da due potenti CME emesse dal Sole, che si trova attualmente nel picco di attività del suo ciclo di 11 anni. Le perturbazioni del campo magnetico terrestre hanno raggiunto un indice KP di 8, valore che segnala una condizione di intensa attività geomagnetica, favorevole alla formazione delle aurore a latitudini inconsuete.

Potrebbe tornare anche nelle prossime ore

Secondo gli osservatori scientifici, le condizioni favorevoli potrebbero proseguire, rendendo possibile un nuovo avvistamento dell’aurora nelle notti successive, soprattutto nelle zone con bassa inquinamento luminoso e cieli sereni. Gli esperti consigliano di osservare l’orizzonte settentrionale, lontano dalle luci cittadine, tra le 22.00 e le 2.00, quando la visibilità del fenomeno è maggiore.

Attenzione agli effetti collaterali

Oltre allo spettacolo visivo, una tempesta solare di tale intensità può avere conseguenze anche su sistemi tecnologici sensibili. I disturbi più frequenti riguardano le comunicazioni radio a lunga distanza, i segnali GPS e le reti elettriche, soprattutto alle latitudini più alte, ma in casi estremi possono interessare anche le infrastrutture a latitudini medie.

Il fenomeno osservato sul Garda, in ogni caso, rappresenta un evento raro e affascinante, che dimostra la potenza delle dinamiche solari e la loro capacità di influenzare anche la nostra quotidianità.

Redazione

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Pasquale Del Sorbo
11 mesi fa

Quella che sembra una buona notizia in realtà è una notizia terrificante. L’aurora boreale è generata da particelle solari che, intercettate dal campo magnetico terrestre, danno atto al fenomeno. Tipicamente le aurore boreali sono visibili a latitudini molto alte (Capo Nord). Il fatto che si sia spinta così a Sud è a causa della quantità esagerata di particelle irradiate dal Sole, che magari sono anche la causa del surriscaldamento globale, con buona pace della palla gigantesca sul CO2.

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