Il Ministero dell’Istruzione ha confermato che l’obbligo scolastico è stato correttamente adempiuto tramite educazione domiciliare, conforme alla Costituzione e alle leggi vigenti. L’approvazione della regolarità di questa modalità educativa è arrivata attraverso una comunicazione ufficiale del dirigente scolastico, in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale. Questa dichiarazione rassicura sul fatto che la famiglia in questione ha seguito le normative stabilite.
La scuola di riferimento e la certificazione
Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, i genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion si sono rivolti alla Novalis Open School, una scuola paritaria situata a Brescia, che adotta la pedagogia di Rudolf Steiner. La scuola, riconosciuta per l’insegnamento ai cosiddetti “homeschooler”, rilascia anche gli esami di idoneità al termine dell’anno scolastico. Il documento allegato agli atti, datato 1° luglio 2025, attesta l’idoneità di una delle figlie della coppia alla terza elementare.
Tuttavia, il problema è sorto quando i genitori non hanno presentato la documentazione richiesta dal dirigente scolastico di riferimento, necessario a certificare la “capacità tecnica ed economica” per l’insegnamento domiciliare. Il Ministero dell’Istruzione ha recentemente dichiarato di essere in possesso di questo documento, che ora è oggetto di verifica.
L’allontanamento dei figli e la situazione familiare
Nei giorni scorsi, i tre figli piccoli della coppia, che risiedono in una casa immersa nel bosco a Palmoli, sono stati allontanati e trasferiti in una casa famiglia. La decisione è stata presa dopo che è emersa una situazione di disagio. Secondo una relazione redatta dall’Ecad del Comune di Monteodorisio, sulla base delle segnalazioni della Procura del Tribunale dei Minori dell’Aquila, la famiglia sarebbe a rischio di “grave emarginazione sociale”. La relazione evidenziava la carenza di “interazioni sociali frequenti” e la mancanza di “entrate fisse”, con i minori che non frequentano la scuola né attività ricreative o sportive.
Preoccupazioni per il benessere dei minori
Secondo i rapporti, la condizione di “disagio abitativo” in cui vive la famiglia, unita all’assenza di una rete sociale solida, ha alimentato preoccupazioni sulle condizioni di vita dei bambini. Questi fattori hanno spinto le autorità a intervenire, ritenendo che la situazione potesse compromettere il benessere dei minori.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.