Una Pasquetta segnata dall’amarezza per i volontari del Gruppo Salvaguardia Tradizioni Locali (GSTL) della Valle di Sarezzo, che nella mattinata hanno scoperto la distruzione di una delle casette in legno presenti nell’area verde delle Cave. La struttura, utilizzata durante il tradizionale presepe vivente, è stata completamente devastata da un incendio sviluppatosi, con ogni probabilità, nella notte tra Pasqua e Pasquetta.
All’arrivo sul posto, i resti della casetta erano ancora fumanti, elemento che ha fatto ipotizzare un rogo recente. La struttura, situata lungo il percorso e distante dalle aree attrezzate per barbecue, ospitava durante le rappresentazioni natalizie la figura del candelaio, diventando parte integrante di un evento che ogni anno richiama migliaia di visitatori.
L’ipotesi prevalente è quella di un gesto doloso. La posizione isolata della casetta e l’assenza di fonti accidentali nelle vicinanze rafforzano il sospetto di un atto intenzionale, ora al vaglio degli inquirenti. I rilievi sono stati affidati agli agenti della Polizia Locale della Valle Trompia, che hanno avviato le indagini per chiarire le cause dell’incendio e individuare eventuali responsabili.
L’area delle Cave è un punto di riferimento per la comunità locale: oltre alle strutture in legno dedicate agli antichi mestieri, ospita spazi verdi e zone attrezzate per momenti di aggregazione. La distruzione della casetta rappresenta non solo un danno materiale, ma anche un colpo simbolico a una tradizione consolidata, portata avanti da anni grazie all’impegno dei volontari.
A esprimere il sentimento del gruppo è stato il presidente Emanuele Botti, che ha ribadito la volontà di proseguire le attività nonostante quanto accaduto. Il presepe vivente continuerà a essere organizzato, ha assicurato, sottolineando però come episodi di questo tipo incidano profondamente sul morale di chi dedica tempo e risorse alla valorizzazione delle tradizioni locali.
Non si tratta del primo episodio vandalico ai danni dell’area. In passato, infatti, si erano già verificati danneggiamenti, seppur di entità diversa. Tra questi, la rottura di una cabina elettrica nei pressi dell’ingresso della grotta, probabilmente forzata per alimentare apparecchiature durante ritrovi non autorizzati. Tuttavia, un incendio di tale portata non si era mai verificato prima, segnando un’escalation nella gravità degli atti.
Il tema del vandalismo emerge con forza anche in contesti considerati più tranquilli, come le realtà di valle. L’episodio evidenzia una crescente preoccupazione per fenomeni di inciviltà e mancanza di rispetto, che colpiscono direttamente iniziative culturali e comunitarie.
Nonostante il danno subito, il GSTL ha confermato l’intenzione di andare avanti. La determinazione dei volontari resta un elemento centrale per la continuità del presepe vivente, che da quasi trent’anni rappresenta un appuntamento significativo per il territorio.
Le indagini proseguono per fare luce sull’accaduto. Nel frattempo, resta forte il rammarico per un gesto che ha colpito non solo una struttura, ma anche il lavoro e la passione di un’intera comunità.
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