Dalla memoria scritta di un libro dedicato ai volti e ai luoghi simbolo della Campagnola nasce un progetto destinato a coinvolgere l’intera comunità. Per il prossimo Natale, il quartiere si trasformerà in un grande presepe diffuso, con un’installazione composta da 70 pupazzi di paglia a grandezza naturale.
Il percorso si snoderà tra le vie principali – da via Brescia fino alla chiesa, attraversando via Toscanini, via Caruso, via Mascagni, via Puccini, via Gasparo da Salò e via Rossini – dando vita a un itinerario immersivo che unisce tradizione e memoria collettiva.
Personaggi storici e contemporanei protagonisti
L’installazione racconterà la storia del quartiere attraverso i suoi abitanti, passati e presenti. Figure iconiche come l’osteria di Maria Chiara, la bottega di Teresina o la melonera di Libero rivivranno accanto ai residenti di oggi, in una rappresentazione corale della comunità.
Il progetto si ispira al presepe napoletano, noto per integrare personaggi della quotidianità e figure celebri. Allo stesso modo, il presepe della Campagnola accoglierà volti reali, rendendo omaggio a mestieri, tradizioni e storie locali.
Il progetto collettivo e il lavoro dei volontari
L’idea nasce da Isabella Costanzi, ma si sviluppa grazie al contributo di numerosi volontari. L’intero quartiere è coinvolto nella realizzazione delle figure, in un lavoro artigianale che richiede tempo, precisione e collaborazione.
I pupazzi vengono costruiti in un laboratorio ricavato da un’ex serra: struttura in legno, imbottitura in paglia e rivestimento in stoffa, con abiti d’epoca recuperati dalle famiglie del quartiere. Un processo che restituisce autenticità e riconoscibilità ai personaggi rappresentati.
Tra i dettagli più significativi, alcuni abiti originali appartenuti a figure storiche locali, come quelli dei sacerdoti don Pierino e don Eugenio, contribuiranno a rafforzare il legame con il passato.
Un viaggio tra ricordi e tradizioni
Il progetto non è solo artistico, ma anche emotivo. Le figure evocano storie, voci e scene di vita quotidiana, riportando alla luce ricordi condivisi: dalla tabaccaia Marì alla mamma di Natalino, fino a Caterina intenta a friggere ciambelle.
Questa rappresentazione diventa così un racconto visivo della comunità, capace di unire generazioni diverse e di valorizzare l’identità del quartiere.
Un’iniziativa che rafforza la comunità
La realizzazione del presepe diffuso richiede mesi di lavoro, avviato con largo anticipo per arrivare pronti alle festività. L’impegno dei volontari testimonia il forte senso di appartenenza e partecipazione, elementi fondamentali per la riuscita del progetto.
L’obiettivo è creare un evento capace di coinvolgere residenti e visitatori, offrendo un’esperienza culturale originale e radicata nel territorio.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.