Brescia entra ufficialmente nella rete dei “Comuni amici delle Api”, il progetto promosso dalla CooBEEration Campaign, iniziativa europea nata per sostenere la tutela degli impollinatori, la biodiversità e la sicurezza alimentare nel Mediterraneo. La decisione è stata approvata attraverso una delibera della Giunta comunale che introduce una serie di azioni concrete sul territorio cittadino.
Tra gli impegni previsti figurano l’aumento delle specie vegetali favorevoli agli insetti impollinatori nelle aree verdi pubbliche e la progressiva riduzione dell’utilizzo di erbicidi e fitofarmaci in ambito urbano. Il piano prevede inoltre la sospensione dei trattamenti sugli alberi durante i periodi di fioritura o in presenza di melata, oltre alla conferma dell’utilizzo di sistemi biologici per il contenimento delle zanzare.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Comune all’interno della Strategia di Transizione Climatica e del progetto “Un filo naturale”, dedicato alla protezione degli habitat urbani per api e altri impollinatori.
Negli ultimi anni Brescia ha già sviluppato numerose aree gestite a sfalcio ridotto, raggiungendo complessivamente circa 79mila metri quadrati distribuiti in diversi quartieri cittadini. A queste superfici si aggiungono anche i 34mila metri quadrati dei versanti esterni del Castello, dove da oltre vent’anni viene adottata una gestione con tagli limitati durante l’anno.
Per il 2026 il Comune ha programmato la realizzazione di otto nuove aree verdi a sfalcio ridotto, per una superficie complessiva superiore ai 45mila metri quadrati. Gli spazi individuati interesseranno diverse zone della città.
Tra le nuove aree previste figurano il Giardino della Montagnola, il Giardino delle Api di via Acerbi e quello di viale Duca degli Abruzzi. Interventi sono programmati anche al giardino del Museo di Scienze Naturali, nell’area del Lago Canneto al Parco Cave, nel Parco Durante di via Parenzo, nelle aree di forestazione di via Robusti a San Polo e negli spazi verdi di via Biemmi al quartiere Violino.
Secondo il progetto comunale, queste superfici non saranno semplicemente zone con erba alta, ma veri e propri ecosistemi urbani capaci di favorire la crescita naturale della vegetazione e creare habitat utili per api, farfalle e altri insetti impollinatori.
Le nuove aree avranno anche una funzione educativa e partecipativa. Il Comune punta infatti a trasformarle in laboratori a cielo aperto destinati all’osservazione ambientale, coinvolgendo cittadini, scuole e associazioni del territorio.
Tra gli effetti attesi ci sono anche benefici legati alla qualità ambientale urbana, come la riduzione delle temperature nelle aree cittadine più esposte al caldo e il miglioramento dell’equilibrio ecologico.
Il percorso avviato dall’amministrazione comunale è destinato a proseguire nei prossimi anni. Il Piano del Verde e della Biodiversità approvato nel 2025 prevede infatti un incremento annuale di circa 25mila metri quadrati di nuove superfici a sfalcio ridotto, rafforzando il ruolo di Brescia nelle politiche ambientali dedicate alla tutela degli impollinatori.
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