Roberto Baggio: “Mi sento ancora in colpa per quel rigore sbagliato a Pasadena”

L’ex Pallone d’Oro si racconta in una lunga intervista, tra rimpianti, infortuni e una carriera segnata da emozioni e sfide personali: "Quel palleggio con Maradona a 10.000 metri d'altezza!"

Roberto Baggio, in una lunga intervista al Corriere della Sera, ha aperto il suo cuore, raccontando i momenti più intimi e dolorosi della sua carriera. Ancora oggi, a distanza di 32 anni, il celebre errore dal dischetto nella finale del Mondiale del 1994 contro il Brasile lo tormenta. «Mi sentivo in colpa con tutti gli italiani. Non avevo mai calciato un rigore sopra la traversa. Provavo una vergogna infinita. Non è una ferita che si chiude del tutto, non riesco a perdonarmi completamente», ha dichiarato. Un rimpianto che non accenna a svanire.

Il mito del pallone deviato dal cielo

Il rigore sbagliato, però, non è stato solo una questione sportiva. I brasiliani, ancora oggi, credono che quel pallone sia stato deviato dal cielo, forse come un segnale di Ayrton Senna, scomparso pochi mesi prima. «Posso solo dire che quel pallone resta sospeso in un luogo difficile da raggiungere con le parole», ha aggiunto Baggio, evocando la leggenda che ancora aleggia su quel tiro sbagliato.

Infortuni e la sensazione di un karma pesante

Durante la sua carriera, Baggio ha dovuto fare i conti con numerosi infortuni, spesso gravi, che ne hanno limitato la continuità. Il più doloroso fu il suo ginocchio, che subì operazioni devastanti. Ma l’ex campione ha rivelato che, forse, le difficoltà fisiche fossero in qualche modo legate a un “karma pesante”: «Forse non mi sono comportato bene in altre vite. In questa vita ho dovuto affrontare tante ostilità, tanto dolore fisico, tante difficoltà».

Un calcio di talento, tra Vicenza, Torino e Firenze

Baggio è partito da Caldogno, in provincia di Vicenza, per affermarsi in club come Fiorentina, Juventus, Milan, Inter, Bologna e Brescia. Le sue esperienze a Milano sono state meno incisive, ma a Bologna e Brescia è riuscito a rigenerarsi, mostrando ancora tutto il suo talento. «Se non avessi fatto il calciatore, sarei diventato un tornitore, come papà», ha rivelato, ricordando il legame con la sua famiglia.

Il trasferimento alla Juventus e le difficoltà con gli allenatori

Il trasferimento di Baggio dalla Fiorentina alla Juventus nel 1990 fu un colpo forte per Firenze, ma l’ex numero 10 ha raccontato il suo dolore per quella cessione: «Arrivai a Coverciano nascosto in una volante della polizia. Piangevo come un bambino». Il rapporto con alcuni allenatori, poi, non fu sempre facile: con Marcello Lippi, ad esempio, non ci fu mai intesa. «Con Lippi, sia alla Juventus che all’Inter, andò malissimo», ha dichiarato, aggiungendo che anche con Arrigo Sacchi in Nazionale ci furono screzi.

Il dolore di non essere stato convocato ai Mondiali 2002

Un altro episodio che ancora ferisce Baggio è il suo mancato inserimento nella Nazionale per il Mondiale del 2002, nonostante una stagione straordinaria con il Brescia. «Non scorderò mai la voce di Trapattoni: ‘Non me la sento di portarti, ho paura che ti fai male’», ha ricordato, un dolore che ancora oggi non si è sanato completamente.

Un futuro in FIGC, ma con dei limiti

Nel corso della sua carriera e dopo il ritiro, Baggio ha continuato a essere una figura di riferimento per il calcio italiano. Nonostante i suoi tentativi di entrare nella FIGC, con un progetto di riforma del calcio, il suo dossier da 900 pagine fu rigettato. «Ci sono tante cose da sistemare. Bisogna creare una formula che incentivi davvero l’utilizzo dei ragazzi italiani», ha spiegato, lanciando un appello per una maggiore valorizzazione del talento giovanile.

La spiritualità e il palleggio con Maradona

Baggio non è solo un grande calciatore, ma anche un uomo in continua ricerca interiore. «Maradona? Una volta palleggiammo insieme sul volo per l’Argentina, a 10mila metri da terra», ha raccontato con nostalgia. Ma la figura che più lo ha segnato, a livello umano, è il suo amico Ferruccio Polo di Grado, soprannominato “l’Olandese Volante”.

Il nuovo libro di Roberto Baggio

Per chi vuole conoscere un lato più profondo e intimo dell’ex campione, è in arrivo il suo nuovo libro Luce nell’oscurità, che sarà disponibile da oggi 12 maggio. Un’opera che racconta non solo la sua carriera calcistica, ma anche il suo percorso spirituale, un viaggio che lo ha trasformato in un fuoriclasse senza tempo, capace di ispirare e affascinare ancora oggi milioni di persone.

Redazione

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