È stato inaugurato a Esine il nuovo ospedale di comunità della Valcamonica, una struttura pensata per potenziare la rete di assistenza territoriale e migliorare la gestione dei pazienti nel passaggio tra il ricovero ospedaliero e il rientro a casa. Con questo intervento, viene definito un primo tassello strategico del modello sanitario locale, sempre più orientato alla sanità di prossimità.
La struttura è già operativa e può accogliere fino a 20 pazienti, configurandosi come un presidio intermedio tra ospedale e domicilio. L’investimento complessivo è di circa 5 milioni di euro, finanziati attraverso fondi PNRR.
Una struttura moderna e sostenibile
L’edificio si sviluppa su circa mille metri quadrati, articolati in un piano fuori terra e uno interrato destinato ai servizi tecnici. Il progetto architettonico è stato realizzato secondo standard elevati, con la possibilità di un futuro ampliamento verticale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità ambientale. La struttura è dotata di un impianto geotermico con 18 sonde verticali posizionate a circa cento metri di profondità, collegate a tre pompe di calore ad alta efficienza. A questo si aggiunge un impianto fotovoltaico in copertura e sistemi di termoregolazione monitorati da remoto.
Il risultato è un edificio classificato come struttura a energia quasi zero (nZEB), in linea con i più recenti standard europei in materia di efficienza energetica.
Un modello di assistenza tra ospedale e territorio
L’ospedale di comunità è concepito come una struttura di ricovero a bassa intensità clinica, destinata a pazienti che non necessitano di un reparto specialistico ma che non possono ancora essere assistiti a domicilio.
L’accesso avviene attraverso la centrale operativa territoriale, dai reparti ospedalieri, dal pronto soccorso o su segnalazione della rete territoriale. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale e ridurre la pressione sugli ospedali tradizionali.
Il ruolo della rete sanitaria in Valcamonica
Secondo il direttore generale dell’ASST Valcamonica, la nuova struttura rappresenta un “presidio ponte tra ospedale e casa”, fondamentale per rafforzare il modello di sanità integrata del territorio.
Attualmente sono già attive sei Case di comunità, mentre è prevista a breve l’apertura di quella di Edolo, che includerà anche un ulteriore ospedale di comunità. L’obiettivo complessivo è costruire una rete capillare in grado di seguire il paziente in tutte le fasi del percorso di cura.
Formazione e personale sanitario
Un elemento centrale del progetto riguarda il capitale umano. Negli ultimi tre anni, l’ASST Valcamonica ha assunto 80 infermieri a tempo indeterminato, di cui 47 formati attraverso il corso di laurea in Infermieristica attivo sul territorio.
Questo modello è stato indicato come esempio virtuoso di integrazione tra formazione universitaria e fabbisogno sanitario locale, capace di rafforzare stabilmente il sistema assistenziale.
Le istituzioni e la visione futura
Durante l’inaugurazione, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato il valore della struttura come modello di sanità a gestione infermieristica avanzata, evidenziando il ruolo strategico della formazione locale.
L’assessora regionale Simona Tironi ha definito l’intervento un investimento rilevante per la salute dei cittadini e per lo sviluppo del territorio, mentre l’assessore Giorgio Maione ha evidenziato come la struttura rappresenti un esempio concreto di sanità proiettata verso il futuro.
Nel corso della presentazione sono stati illustrati anche gli aspetti tecnici, clinici e organizzativi del modello assistenziale, con particolare attenzione all’uso delle tecnologie per il monitoraggio e la gestione dei pazienti.
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