Una gara di affetto e vicinanza sta coinvolgendo in questi giorni la comunità di Roncadelle dopo il furto subito dalla famiglia Chiarini. Migliaia di messaggi di sostegno e numerosi gesti concreti sono arrivati ai genitori di Lorenzo, il ragazzo scomparso a soli 15 anni dopo una lunga battaglia contro la leucemia.
L’episodio, avvenuto nella serata del 6 giugno, ha lasciato una ferita profonda non tanto per il valore materiale degli oggetti rubati, quanto per il loro significato emotivo. Tra i beni sottratti figurano infatti due orologi, uno Yamaha e uno Maserati, ricevuti da Lorenzo pochi mesi prima della sua morte e conservati dalla famiglia come preziosi ricordi del figlio.
La notizia ha suscitato una forte reazione anche tra le persone che avevano conosciuto il giovane e condiviso con lui percorsi di solidarietà e amicizia. Tra queste c’è Marco Riva, ex dirigente del fan club dedicato a Valentino Rossi, che ha annunciato l’intenzione di donare alla famiglia un orologio Yamaha identico a quello rubato.
Riva ha ricordato il legame speciale che lo univa a Lorenzo e le numerose iniziative organizzate insieme a favore dei piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Civile di Brescia. Attività nate con l’obiettivo di offrire momenti di serenità e spensieratezza a bambini e genitori impegnati ad affrontare situazioni particolarmente difficili.
Dopo il furto, i genitori del ragazzo hanno scelto di rivolgersi ai social network per lanciare un appello nella speranza di recuperare gli oggetti sottratti. Per loro non si tratta di semplici accessori, ma di simboli che mantengono vivo il legame con il figlio.
A raccontare il dolore vissuto dalla famiglia è stata la madre, Daniela Curci, che ha ricordato il momento della scoperta. Al rientro a casa, lei e il marito hanno trovato una finestra dell’appartamento dei nonni spalancata e, grazie all’allarme entrato in funzione, hanno compreso immediatamente di essere stati vittime di un’intrusione. La loro prima preoccupazione è stata verificare quanto accaduto nella stanza di Lorenzo, rimasta intatta dopo la sua scomparsa.
Per i familiari, la sottrazione di quei ricordi rappresenta una nuova sofferenza che si aggiunge a una perdita già difficile da accettare. La sensazione di violazione e smarrimento, spiegano, è stata tale da riportare alla mente il dolore provato negli anni passati.
La figura di Lorenzo continua però a vivere attraverso numerose iniziative benefiche nate in sua memoria. Tra queste spicca una borsa di studio destinata alla ricerca oncologica, del valore di circa 24 mila euro, istituita a sostegno delle attività del C.R.E.A. dell’ospedale Civile di Brescia.
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