È stato trovato senza vita nella sua abitazione di Pavone Mella, dove viveva da solo dopo la recente scomparsa della moglie. È morto così Gianbattista Duina, 68 anni, il cui decesso sarebbe avvenuto diversi giorni prima del ritrovamento.
La conferma è arrivata dagli accertamenti medico-legali, che hanno escluso responsabilità esterne e stabilito che la morte è stata provocata da un malore. L’uomo, già provato da condizioni di salute delicate, è deceduto per cause naturali.
Una vita segnata dalla fragilità e dal recente lutto
Duina abitava nella casa di famiglia a Pavone Mella. Negli ultimi tempi le sue condizioni fisiche erano particolarmente complesse: soffriva di diabete, si muoveva su una sedia a rotelle e necessitava dell’ausilio dell’ossigeno.
La sua situazione era conosciuta anche dai Servizi sociali del paese, che seguivano il caso proprio per la necessità di assistenza legata alle difficoltà quotidiane.
Solo poche settimane prima l’uomo aveva perso la moglie, rimanendo solo nell’abitazione che aveva condiviso con lei per anni. Nonostante la presenza dei familiari e l’attenzione dei servizi territoriali, il 68enne continuava a vivere nella propria casa.
Il ritrovamento e gli accertamenti
A trovare il corpo senza vita sono stati proprio gli operatori dei Servizi sociali, che si sono recati nell’abitazione e hanno fatto la drammatica scoperta.
Il decesso risalirebbe a oltre una settimana prima del ritrovamento. Gli esami effettuati successivamente hanno chiarito che non vi sarebbero elementi riconducibili a un evento violento.
La morte sarebbe quindi stata causata da un improvviso malore, in un quadro già caratterizzato da condizioni di salute precarie.
La notizia ha suscitato dolore nella comunità di Pavone Mella, dove Duina era conosciuto anche per la sua situazione personale e familiare.
Il dolore della famiglia
Gianbattista Duina lascia i tre figli Veronica, Paola e Marvin, oltre ai fratelli, che in questi giorni stanno affrontando il lutto per la sua scomparsa.
La salma è stata trasferita alla Casa funeraria dei Fratelli Leali a Manerbio, dove è stata allestita la camera ardente.
L’ultimo saluto è previsto venerdì mattina con una cerimonia laica. Al termine della funzione il corpo sarà accompagnato al tempio crematorio.
La vicenda riporta l’attenzione sulla condizione delle persone anziane e fragili che vivono sole, soprattutto quando affrontano periodi difficili come la perdita di un coniuge e un peggioramento delle condizioni di salute.
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