La scomparsa di don Antonio Mazzi lascia un profondo vuoto tra quanti hanno condiviso il suo percorso umano e sociale. Tra questi c’è Fortunato Pogna, referente delle attività della Fondazione Exodus a Sonico, scelto dallo stesso fondatore per portare avanti il progetto nella realtà camuna.
Per Pogna, il sacerdote non è stato soltanto una guida spirituale e professionale, ma una presenza capace di trasformare la vita di molte persone. “Per me era un profeta, ha dimostrato che il bene è l’unica moneta di scambio che non fallisce mai” racconta ricordando un uomo che ha dedicato la propria esistenza all’accoglienza, al recupero e alla possibilità di riscatto.
Secondo il referente di Exodus, la morte di don Mazzi non rappresenta la fine del suo progetto, ma l’inizio di una nuova fase nel segno dei valori trasmessi negli anni.
Il legame tra don Mazzi e la comunità di Sonico
Il rapporto tra il sacerdote e la Valcamonica affonda le radici in un lungo percorso fatto di solidarietà e inclusione sociale. A Sonico, attraverso Exodus, sono state accolte migliaia di persone in difficoltà, accompagnate in percorsi educativi e di recupero.
Uno dei luoghi simbolo di questa esperienza è stata la Casa di Enzino, una struttura nata grazie alla volontà di don Mazzi e affidata a un giovane di 24 anni che il sacerdote aveva incontrato sulla strada e scelto come responsabile del progetto.
Nel corso degli anni il percorso è cresciuto con la nascita del Convento, che ha accolto centinaia di altre persone e anche figure religiose rimaste nella comunità per lunghi periodi.
Un cammino che ha segnato profondamente il territorio e che dieci anni fa aveva visto Sonico ospitare il capitolo del convento con oltre 400 partecipanti, evento considerato storico per la realtà di Exodus.
“Il metodo Exodus era passione, volontà ed esserci per tutti”
La scomparsa di don Mazzi lascia un’eredità fatta di idee e di impegno concreto. Pogna ricorda soprattutto il metodo indicato dal fondatore di Exodus: “Passione, volontà ed esserci per tutti”.
Valori che, secondo lui, il sacerdote ha incarnato ogni giorno attraverso il rapporto diretto con le persone e la capacità di offrire una nuova opportunità a chi viveva situazioni difficili.
Pogna racconta di aver incontrato don Mazzi per l’ultima volta pochi giorni prima della sua morte. Un incontro vissuto senza immaginare che sarebbe stato l’ultimo.
“Con i suoi occhi chiari mi ha salutato in un ideale congedo” ricorda, sottolineando la convinzione che il percorso di autonomia delle diverse realtà di Exodus continuerà seguendo la strada tracciata dal fondatore.
Una vita cambiata grazie all’incontro con don Mazzi
Per Fortunato Pogna, il rapporto con don Mazzi ha rappresentato una vera svolta personale. Il sacerdote lo aveva conosciuto quando lavorava in una ferriera a Reggio Calabria e, nonostante fosse un semplice manovale, aveva riconosciuto in lui capacità e potenzialità.
Da quell’incontro è iniziato un nuovo percorso: Pogna è tornato a studiare, ha conseguito la licenza media a 38 anni e completato gli studi necessari per intraprendere il lavoro nell’ambito educativo.
Oggi è educatore di comunità e attribuisce questo cambiamento alla fiducia ricevuta da don Mazzi e al suo insegnamento più ricorrente: “Il bene paga sempre”.
Il legame personale tra i due è andato oltre il rapporto professionale. Don Mazzi aveva celebrato il matrimonio delle due figlie di Pogna e battezzato i suoi quattro nipoti.
“Non ho perso solo un amico, ma un padre” racconta il referente di Exodus, ricordando anche la coincidenza della morte del sacerdote con il giorno del compleanno del proprio padre.
Il ricordo di Lonato e il futuro di Exodus
Il ricordo di don Antonio Mazzi arriva anche dal Garda, dove il sacerdote aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Lonato nel novembre 2025.
Il sindaco Nicola Bianchi lo ha definito “un lonatese d’adozione”, sottolineando il rapporto costruito negli anni con la comunità della Valsorda e l’impegno dedicato ai giovani.
Don Mazzi non aveva potuto partecipare personalmente alla seduta del Consiglio comunale per il conferimento dell’onorificenza, ma aveva inviato un messaggio di ringraziamento alla città e agli educatori di Exodus. Il riconoscimento gli era stato consegnato successivamente durante le celebrazioni per il suo compleanno.
A Lonato Exodus è presente da anni con una comunità residenziale che accompagna persone con dipendenze attraverso percorsi educativi e di reinserimento.
Il progetto, secondo l’amministrazione comunale, continuerà nel segno del messaggio lasciato dal suo fondatore.
Don Mazzi sarà sepolto nell’abbazia di Maguzzano, scelta che rappresenta un ulteriore legame con il territorio gardesano. Anche la giunta comunale, insieme ai dirigenti e al personale del Comune, ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa del sacerdote.
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