La crisi idrica si allarga nel territorio bresciano e coinvolge aree sempre più vaste, dal lago di Garda fino alla Franciacorta. La mancanza di precipitazioni e l’aumento dei consumi stanno spingendo diversi Comuni ad adottare provvedimenti per contenere l’utilizzo dell’acqua potabile e preservare le riserve disponibili.
L’emergenza idrica nel Bresciano si estende dal Garda alla Franciacorta, con nuovi divieti sull’uso dell’acqua potabile per fronteggiare la siccità. Dopo le prime misure adottate in altri territori, anche i Comuni di Tignale e Coccaglio hanno introdotto limitazioni per ridurre gli sprechi.
Sul lago di Garda la situazione sta iniziando a interessare anche l’area dell’alto Benaco. Il Comune di Tignale, sulla base delle indicazioni ricevute da Acque Bresciane, ha emanato un’ordinanza firmata dal sindaco Daniele Bonassi con l’obiettivo di limitare gli utilizzi non essenziali dell’acqua.
Il provvedimento vieta il prelievo e il consumo di acqua potabile per attività come l’irrigazione di prati, orti e giardini, il lavaggio di cortili e piazzali, la pulizia dei veicoli privati e il riempimento di fontane decorative, vasche ornamentali e piscine private. Restano consentiti esclusivamente gli utilizzi legati alle necessità alimentari, igieniche e domestiche.
L’amministrazione ha invitato residenti e turisti a utilizzare la risorsa idrica con particolare attenzione, limitando i consumi alle esigenze indispensabili in una fase caratterizzata da una prolungata carenza d’acqua.
Le restrizioni non riguardano soltanto il territorio gardesano. Anche in Franciacorta il Comune di Coccaglio ha adottato misure straordinarie contro la siccità. La sindaca Monica Lupatini ha firmato un’ordinanza immediatamente efficace e valida fino alla conclusione dell’emergenza.
Anche in questo caso il divieto riguarda tutti gli utilizzi dell’acqua potabile proveniente dall’acquedotto comunale diversi da quelli alimentari, domestici e igienici. L’irrigazione di giardini e prati è consentita soltanto in determinati orari, dalle 22 alle 5, e comunque riducendo al minimo indispensabile il consumo.
Sono inoltre vietati il lavaggio di aree esterne private, cortili, piazzali e automobili, oltre al riempimento di piscine private, fontane ornamentali e vasche decorative.
Mentre diversi Comuni devono affrontare la riduzione delle disponibilità idriche, dalla Valcamonica arriva invece un aggiornamento positivo. Le analisi effettuate sulla rete comunale e i controlli condotti dall’Ats della Montagna hanno confermato la conformità dei parametri microbiologici e chimici dell’acqua nelle zone servite dalle vasche di Cemmo e Capo di Ponte.
Per questo motivo è stata revocata l’ordinanza che imponeva la bollitura dell’acqua prima del consumo alimentare in quelle aree. Resta tuttavia in vigore il provvedimento relativo all’acquedotto rurale alimentato dalle vasche di Broli, che interessa alcune utenze comprese tra Cemmo e Ono San Pietro.
La priorità per i prossimi giorni sarà garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico attraverso il monitoraggio delle sorgenti e delle falde, mentre i Comuni continuano a chiedere ai cittadini collaborazione e attenzione nell’utilizzo della risorsa.
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