Zoe Saldaña, tra Hollywood e Salò il peso delle radici

A Locarno il premio speciale alla carriera e un intervento dedicato all’immigrazione. L’attrice ha raccontato anche il legame con il marito Marco Perego, originario di Salò, e i progetti futuri.

Un premio alla carriera, ma soprattutto un’occasione per parlare di identità, famiglia e radici. Zoe Saldaña è stata protagonista al Locarno Film Festival, dove ha ricevuto il Pardo speciale alla carriera e ha partecipato a un incontro pubblico nel quale ha affrontato anche un tema particolarmente personale: quello dell’immigrazione.

L’attrice, vincitrice dell’Oscar e della Palma d’oro, ha raccontato quanto la questione sia vicina alla sua esperienza familiare. Portoricana e dominicana, oltre che statunitense, Saldaña ha infatti costruito una famiglia transnazionale insieme a Marco Perego, artista, regista e produttore originario di Salò, conosciuto casualmente durante un volo diretto a New York.

I due si sono sposati nel 2013 e hanno tre figli: i gemelli Cy Aridio e Bowie Ezio, di dodici anni, e Zen, di nove. Un legame con l’Italia che per l’attrice non rappresenta quindi soltanto una parentesi nella sua vita professionale, ma una componente stabile della sua storia personale.

«Siamo due immigrati»

Durante l’incontro a Locarno, Saldaña ha collegato la propria esperienza a quella del marito, sottolineando come entrambi siano figli di percorsi migratori differenti.

«Io sono figlia di immigrati. Mio marito è un immigrato europeo», ha spiegato l’attrice, riferendosi anche ai cambiamenti intervenuti nelle politiche sull’immigrazione negli Stati Uniti. Il tema, secondo Saldaña, riguarda direttamente la sua famiglia e il futuro dei suoi figli.

L’attrice ha inoltre espresso parole molto dure sul modo in cui gli stranieri vengono trattati negli Stati Uniti, definendolo «disumano». Il suo auspicio è che le nuove generazioni possano crescere in una società capace di superare quelle che ha definito zone grigie sul piano dei diritti e dell’identità.

Nel raccontare se stessa, Saldaña ha rivendicato anche con orgoglio la propria identità. «Sono una donna nera», ha detto, sottolineando al tempo stesso di essere stata scelta nel mondo del cinema per le proprie capacità professionali e non per il colore della pelle.

Dalla danza al cinema

Prima di diventare una delle attrici più conosciute di Hollywood, Saldaña aveva intrapreso un percorso nella danza classica. Un’esperienza che si è conclusa anche a causa di un giudizio tecnico ricevuto durante la formazione: le era stato detto di avere i «piedi sbagliati».

A distanza di tempo, l’attrice ha riletto quell’episodio spiegando che si trattava piuttosto di una caratteristica legata all’arco plantare. La danza, tuttavia, le ha lasciato strumenti importanti: disciplina, controllo del corpo e una modalità di espressione che in seguito avrebbe trasferito nella recitazione.

Il cinema è così diventato il suo principale linguaggio artistico. La filmografia comprende produzioni come «Avatar», «Guardiani della Galassia» ed «Emilia Pérez», lavori che l’hanno portata ai vertici dell’industria cinematografica internazionale.

Dalle grandi produzioni ai nuovi progetti

Nonostante il successo ottenuto nei grandi film, Saldaña ha spiegato di non considerare la dimensione produttiva come l’unico elemento determinante nella scelta di un progetto. Una buona storia può trovare spazio in qualsiasi formato, da una produzione cinematografica a uno spettacolo off Broadway, passando per serie televisive e film ad alto budget.

Tra i lavori più recenti figura anche la serie «Lioness», nella quale recita insieme a Nicole Kidman. Con Marco Perego ha invece lavorato a «The Absence of Eden», thriller del 2024 diretto proprio dal marito.

L’attrice ha definito il film un’opera sorprendente e, a suo giudizio, sottovalutata, sottolineandone soprattutto l’attualità rispetto ai temi affrontati.

Il sogno di diventare regista

Il percorso professionale di Saldaña potrebbe ora aprire un nuovo capitolo. Dopo avere consolidato la propria carriera davanti alla macchina da presa, l’attrice ha raccontato di voler passare anche alla regia.

Il progetto sarebbe già stato individuato e riguarderebbe una coppia afroamericana ambientata nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Al centro della storia ci sarebbe una moglie alle prese con i dubbi sull’orientamento sessuale del marito.

Anche questo possibile debutto dietro la macchina da presa sembra quindi destinato a concentrarsi su identità, libertà personale e rapporti familiari, temi che ricorrono nella riflessione pubblica dell’attrice.

Nel frattempo, il rapporto con l’Italia continua a occupare uno spazio importante nella sua vita. Accanto a lei, anche durante l’appuntamento di Locarno, c’era Marco Perego. E attraverso il marito e la famiglia, nella geografia personale della star di Hollywood continua a esserci anche Salò, città d’origine del regista e artista con cui ha costruito la propria famiglia.

Redazione

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