Darfo Boario punta sulle malghe per rilanciare la montagna

Quattro alpeggi interessati da interventi finanziati anche con risorse regionali: l'obiettivo è rafforzare l'attività agricola e sviluppare nuove opportunità di accoglienza

La montagna di Darfo Boario Terme diventa uno dei punti su cui l’amministrazione comunale intende investire per costruire nuove opportunità sia nel settore agricolo sia in quello turistico. Il progetto coinvolge quattro malghe, con interventi differenti ma accomunati dall’obiettivo di valorizzare il patrimonio d’alta quota e renderlo maggiormente fruibile.

Tre strutture potranno progressivamente ampliare la propria funzione, affiancando alle tradizionali attività legate all’allevamento anche forme di accoglienza turistica. A queste si aggiunge il complesso di Pratolungo, oggi utilizzato come struttura dagli Alpini di Darfo, che potrebbe essere trasformato a tutti gli effetti in un rifugio.

Il piano interessa sia le zone montane maggiormente frequentate, come quelle alle pendici del monte Altissimo, inserite nel circuito dell’Altopiano del Sole, sia aree situate sul versante opposto e caratterizzate da una frequentazione più contenuta.

Agricoltura e turismo insieme

La strategia dell’amministrazione punta sulla multifunzionalità delle malghe, immaginandole non soltanto come luoghi destinati all’attività degli allevatori, ma anche come presidi capaci di offrire servizi ai visitatori.

L’assessore comunale con delega al settore, Dario Bonfanti, ha indicato proprio questa duplice direzione: sostenere il comparto agricolo e, contemporaneamente, creare condizioni più favorevoli per l’accoglienza. Gli interventi dovrebbero quindi contribuire a incentivare la permanenza degli allevatori in montagna e, allo stesso tempo, favorire una maggiore attrattività turistica.

Uno dei progetti più articolati riguarda malga Guccione, dove sono previste due diverse fasi.

Malga Guccione, al via il primo intervento

La prima parte del programma è pronta a partire e riguarda il miglioramento igienico-sanitario della struttura. I lavori interessano l’alloggio del custode, i servizi igienici, le camere e gli spazi destinati alla lavorazione, allo stoccaggio e alla vendita dei prodotti.

Per questa fase sono stati messi a disposizione 100mila euro dalla Regione Lombardia, ai quali si aggiunge una quota di finanziamento del Comune di Darfo Boario Terme.

Resta invece ancora da concretizzare la seconda parte del progetto, relativa alla stalla oggi non più utilizzata. La struttura, particolarmente ampia e datata, non viene sfruttata anche in considerazione della diminuzione del numero degli animali presenti.

L’idea dell’amministrazione è trasformare progressivamente questi spazi secondo un modello agricolo multifunzionale, nel quale possano trovare posto ospitalità, attività didattiche, servizi legati al benessere e alloggi. In prospettiva viene considerata anche la possibilità di introdurre un’attività di ristorazione.

Pratolungo verso il riconoscimento come rifugio

Un altro tassello del progetto riguarda il rifugio Pratolungo, struttura attualmente gestita dagli Alpini di Darfo. Nonostante sia comunemente conosciuto come rifugio, si tratta formalmente di una malga utilizzata con questa funzione.

L’amministrazione sta lavorando insieme al Comune di Angolo per avviare il percorso che potrebbe portare alla trasformazione definitiva della struttura in un punto di accoglienza. L’obiettivo è arrivare, attraverso i bandi dedicati al settore, a creare quello che viene indicato come il rifugio della città di Darfo.

La prospettiva è quella di rendere la struttura più adatta a ospitare escursionisti e frequentatori della montagna, rafforzando nel contempo la presenza turistica nelle aree d’alta quota.

Perlepere e Cauzzo, cantieri già aperti

Sono invece già in corso gli interventi sulle malghe Perlepere e Cauzzo. Anche in questo caso le risorse regionali sono state affiancate da fondi stanziati direttamente dal Comune.

Il programma dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno e prevede, tra le altre opere, la realizzazione di due bivacchi.

Le nuove strutture avranno una funzione pratica per chi frequenta la montagna: potranno offrire un riparo agli escursionisti in caso di maltempo improvviso, ma saranno anche utilizzabili dagli allevatori. Un ulteriore obiettivo è infatti creare spazi destinati alla vendita dei prodotti degli alpeggi, favorendo il rapporto diretto tra produttori e visitatori.

L’insieme degli interventi configura quindi una strategia che punta a mantenere attive le attività tradizionali e, nello stesso tempo, a introdurre nuove funzioni. Le malghe diventano così un punto di incontro tra agricoltura, turismo e valorizzazione del territorio, con l’utilizzo di risorse comunali e regionali per adeguare strutture e servizi alle esigenze attuali.

Redazione

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