Biagio Antonacci torna sul lago di Garda e lo fa in uno dei luoghi che più hanno lasciato il segno nella sua carriera recente. Il cantautore sarà protagonista di dieci concerti al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, dando vita a una nuova residenza musicale nell’anfiteatro dannunziano. L’esperienza arriva a due anni di distanza dalla precedente serie di appuntamenti, quando nel 2024 tutte le dieci serate registrarono il tutto esaurito.
Il nuovo ciclo di spettacoli prende il via il 4 settembre e proseguirà nelle giornate del 5, 6, 8, 9, 11, 12, 13, 15 e 16 settembre. L’iniziativa rappresenta anche l’apertura della prima edizione di Tener-A-Mente Equinozio, una sorta di appendice autunnale del festival Tener-A-Mente, giunto alla sua quindicesima edizione.
L’interesse del pubblico è già molto alto: quattro serate risultano esaurite, mentre altre due sono vicine al sold out. Restano ancora circa mille biglietti disponibili complessivamente.
Un luogo che Antonacci sente vicino
Il rapporto tra Antonacci e il Vittoriale nasce da molto lontano. Il cantautore racconta di aver visitato il complesso dannunziano molti anni fa, durante una vacanza insieme ai genitori. La figura di Gabriele D’Annunzio e la sua produzione letteraria lo avevano colpito, così come alcuni dei luoghi più caratteristici del complesso di Gardone Riviera.
Quella prima impressione si sarebbe trasformata nel tempo in un desiderio professionale: poter cantare in un luogo particolare, capace di creare una relazione diversa tra artista e spettatori. Dopo aver calcato palchi molto differenti, Antonacci ha scelto di tornare proprio qui per un nuovo progetto.
A convincerlo è anche l’atmosfera del lago. Dopo l’esperienza del 2024, il cantautore aveva descritto il soggiorno gardesano come particolarmente positivo, sottolineando soprattutto la quiete e il silenzio del lago di Garda. Un ambiente che, secondo le sue parole, favorisce una dimensione emotiva differente rispetto ai grandi circuiti dei concerti.
Durante i giorni trascorsi a Gardone, inoltre, intorno agli spettacoli si sviluppa una sorta di comunità composta da pubblico, musicisti e persone che lavorano all’organizzazione. È proprio questa dimensione quotidiana ad alimentare la sensazione di trovarsi in un ambiente familiare.
Un concerto pensato per accorciare le distanze
La nuova residenza si inserisce in una fase particolare del percorso live di Antonacci. Il cantante ha scelto infatti di concentrarsi su spazi capaci di garantire un rapporto più diretto con gli spettatori, anziché puntare esclusivamente sui grandi eventi negli stadi.
La dimensione dell’anfiteatro del Vittoriale consente di mantenere una vicinanza che nei grandi impianti diventa più difficile. L’obiettivo è quello di recuperare un’atmosfera quasi da club, ma senza rinunciare alla suggestione di un luogo all’aperto e dalla forte identità storica.
Per Antonacci si tratta anche di un ritorno a una dimensione più essenziale della musica. Dopo una carriera trascorsa su palchi di ogni genere, il cantautore ha scelto di mettere al centro le canzoni, la voce e gli strumenti suonati dal vivo, riducendo la componente spettacolare legata alle grandi produzioni.
Cinque musicisti e una scaletta che racconta una carriera
Il progetto prevede una formazione composta da cinque musicisti. Antonacci salirà sul palco con chitarra, pianoforte e voce, costruendo uno spettacolo caratterizzato da un’impostazione unplugged.
La scelta non significa però limitarsi a una fase specifica della sua discografia. La scaletta è pensata per attraversare la sua storia musicale e proporre brani capaci di coinvolgere un pubblico composto da generazioni differenti.
Uno degli aspetti che più sorprendono il cantautore è proprio la presenza di spettatori molto giovani accanto ai fan che lo seguono da decenni. Padri e figli arrivano insieme ai concerti, creando una continuità generazionale che Antonacci considera particolarmente significativa.
Il rapporto con il pubblico diventa così uno degli elementi centrali della residenza. Non si tratta soltanto di riproporre un repertorio conosciuto, ma di verificare come quelle canzoni continuino a essere ascoltate e vissute da persone appartenenti a età diverse.
Una tournée tra provincia e grandi appuntamenti
La tappa di Gardone Riviera rappresenta uno dei momenti principali di un tour costruito anche lontano dai tradizionali grandi centri della musica dal vivo. Antonacci ha scelto infatti location particolari in diverse aree della provincia italiana.
Prima del Garda il percorso aveva toccato Patti, in provincia di Messina, con il Teatro Greco di Tindari, e Lucera, nel Foggiano, con il suo anfiteatro romano. Dopo la parentesi gardesana, il calendario prevede invece l’appuntamento conclusivo a Pompei, dal 22 settembre al 4 ottobre.
La scelta di questi luoghi costituisce uno degli aspetti caratterizzanti del progetto. La volontà è quella di portare la musica in contesti dotati di una forte identità, creando concerti differenti rispetto ai tradizionali appuntamenti nei grandi impianti.
Per il cantautore, i risultati ottenuti finora rappresentano la conferma della validità della scommessa. La risposta del pubblico nelle diverse tappe ha sostenuto un format basato sulla relazione diretta e sulla particolarità delle location.
Dal piano bar al palco del Vittoriale
La dimensione più raccolta degli spettacoli richiama anche gli inizi della carriera di Antonacci. Prima del successo discografico e dei grandi concerti, l’artista aveva iniziato esibendosi nei piano bar e interpretando anche brani di altri autori.
A 62 anni ha scelto quindi di confrontarsi nuovamente con una situazione nella quale l’attenzione è concentrata soprattutto sull’esecuzione musicale. Il pubblico può osservare direttamente l’artista sul palco, senza che la distanza e gli schermi diventino il principale tramite dello spettacolo.
La formula permette inoltre ad Antonacci di valutare il proprio repertorio in una veste differente e di riscoprire ogni sera sensazioni nuove. Il concerto diventa così un momento di incontro oltre che di esibizione, con una componente personale legata alla possibilità di guardare negli occhi gli spettatori.
Il ritorno al Vittoriale si presenta dunque come una nuova tappa di un percorso che mette insieme memoria, musica e vicinanza al pubblico. Dieci serate per attraversare una carriera, in uno scenario che il cantautore considera ormai familiare e nel quale, ancora una volta, può ritrovare quella sensazione di sentirsi a casa sul palco.
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