Sette setter morti in autostrada, indagati tre cacciatori bresciani

Il viaggio verso la Lapponia si è fermato nell’area di servizio di Trens Est, sull’Autostrada del Brennero. Gli animali erano trasportati in quattro box all’interno di un minivan, con bagagli che avrebbero ostacolato la ventilazione.

La trasferta di tre cacciatori della Valsabbia diretti in Finlandia si è trasformata in una tragedia. Sette setter inglesi sono morti durante il viaggio verso la Lapponia, dove il gruppo avrebbe dovuto partecipare a una battuta di caccia. La vicenda è avvenuta lungo l’Autostrada del Brennero e ha richiesto l’intervento della Polizia Stradale di Vipiteno.

Gli accertamenti effettuati sul posto hanno portato al sequestro del minivan, delle carcasse degli animali e delle armi da caccia, compreso il relativo munizionamento. La posizione dei tre uomini è ora sottoposta alle valutazioni dell’autorità giudiziaria, chiamata a ricostruire con precisione le circostanze che hanno provocato la morte degli animali.

L’allarme nell’area di servizio

L’episodio risale a domenica 13 settembre. A far scattare l’allarme è stato un cliente dell’area di servizio Trens Est, sulla carreggiata nord dell’A22. La persona avrebbe notato qualcosa di anomalo nei pressi di un’automobile parcheggiata, accorgendosi della presenza di cani morti all’interno del veicolo.

La segnalazione ha fatto intervenire gli agenti della Polizia Stradale di Vipiteno. Al loro arrivo, alcune persone stavano tentando di prestare soccorso a un settimo cane, ancora vivo ma in condizioni estremamente gravi. Sul posto è stato richiesto anche l’intervento di un veterinario.

Nonostante le cure e i tentativi di rianimazione, anche l’ultimo setter è deceduto. Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire le modalità con cui i sette animali erano stati sistemati nel veicolo.

I cani stipati nei box nel vano posteriore

I setter viaggiavano all’interno di quattro box collocati nel bagagliaio di un minivan. Due dei cani, entrambi maschi, erano sistemati singolarmente, mentre le cinque femmine erano distribuite nelle altre due gabbie.

Uno degli elementi finiti al centro delle verifiche riguarda la disposizione dei bagagli. Il vano posteriore risultava infatti quasi completamente occupato da valigie e zaini, collocati sopra e intorno ai box.

Secondo quanto emerso dai controlli, alcuni degli oggetti trasportati avrebbero inoltre ostruito le aperture predisposte per consentire il ricambio dell’aria. Anche le porte delle gabbie si trovavano molto vicine al portellone posteriore del mezzo, lasciando uno spazio particolarmente limitato.

Le condizioni riscontrate hanno quindi determinato l’intervento delle autorità e l’avvio delle procedure previste. Saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire eventuali responsabilità e a chiarire in maniera completa la dinamica della morte dei sette animali.

Documenti e identificazione erano regolari

Dalle verifiche è emerso un elemento distinto dalle condizioni del trasporto: tutti i cani risultavano identificati attraverso microchip e disponevano di passaporto europeo per animali. La documentazione presentata indicava inoltre la regolarità delle vaccinazioni obbligatorie.

La presenza di documenti in regola non ha però escluso i controlli sulle modalità con cui gli animali venivano trasportati. Proprio le condizioni riscontrate all’interno del minivan hanno portato la Polizia Stradale a procedere con il sequestro del mezzo e delle carcasse.

Sono state sequestrate anche le armi da caccia e le munizioni che i tre uomini stavano portando con sé durante il viaggio internazionale.

Le possibili conseguenze sul piano penale

La vicenda viene esaminata anche alla luce della normativa italiana sulla tutela degli animali. Il riferimento indicato negli accertamenti è l’articolo 544-ter del codice penale, relativo al maltrattamento di animali.

La norma prevede sanzioni per chi, per crudeltà o senza necessità, provoca lesioni a un animale oppure lo sottopone a sevizie, comportamenti o fatiche incompatibili con le sue caratteristiche etologiche. La disciplina contempla inoltre conseguenze specifiche quando dalle condotte contestate deriva la morte dell’animale.

Nel quadro normativo rientra anche la legge 6 giugno 2025, n. 82, conosciuta come Legge Brambilla, che ha introdotto un rafforzamento delle tutele penali nei confronti degli animali e modificato il sistema sanzionatorio relativo ai reati commessi nei loro confronti.

Per il momento, tuttavia, saranno gli organi competenti a determinare quali ipotesi di reato possano eventualmente essere contestate e se sussistano responsabilità penali a carico delle persone coinvolte.

La presa di posizione di Michaela Biancofiore

La notizia ha suscitato anche una reazione politica. La senatrice Michaela Biancofiore, presidente del Gruppo Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati-MAIE-Centro Popolare, ha espresso forte contrarietà per quanto accaduto e ha chiesto che la vicenda venga approfondita.

Nel suo intervento, la senatrice ha sottolineato la necessità di considerare gli animali come esseri senzienti e non come semplici strumenti legati all’attività venatoria. Ha inoltre richiamato l’importanza delle nuove disposizioni introdotte dalla legge del 2025 e della loro applicazione.

Biancofiore ha rivolto un ringraziamento agli agenti intervenuti sull’A22 e alle persone che hanno tentato di salvare il setter ancora in vita quando sono arrivati i soccorsi. La senatrice ha chiesto che ogni eventuale responsabilità venga accertata e perseguita secondo quanto previsto dalla legge.

La ricostruzione definitiva della vicenda spetterà ora agli investigatori e all’autorità giudiziaria. Gli elementi raccolti durante il controllo del veicolo, insieme agli accertamenti veterinari sulle carcasse, potranno contribuire a chiarire le cause della morte dei sette cani e le condizioni nelle quali si è svolto il viaggio verso la Finlandia.

Redazione

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