La vendita di una Jeep Wrangler del valore di 62mila euro si è trasformata in un caso di presunta truffa a Verolanuova. Un imprenditore di 41 anni residente nella Bassa bresciana aveva pubblicato l’annuncio del fuoristrada su AutoScout24 e, dopo aver trovato un potenziale acquirente, aveva concluso la compravendita.
Il pagamento sembrava essere stato effettuato regolarmente attraverso un assegno circolare. Il passaggio di proprietà era stato completato e il veicolo aveva quindi lasciato la disponibilità del proprietario. La situazione è però cambiata quando il venditore ha presentato il titolo alla propria banca.
L’istituto di credito ha infatti comunicato che l’assegno era privo di provvista, facendo emergere il mancato pagamento della somma concordata. A quel punto l’imprenditore si è rivolto ai carabinieri, fornendo agli investigatori anche un’informazione che si sarebbe rivelata determinante per individuare rapidamente il mezzo.
Il segnale satellitare ha permesso di seguire l’auto
La Jeep era infatti dotata di un sistema di localizzazione satellitare collegato a un’applicazione. Il proprietario ha messo a disposizione dei militari i dati relativi alla posizione del fuoristrada, consentendo così agli investigatori di restringere il campo delle ricerche.
La denuncia è stata raccolta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Verolanuova. Gli accertamenti sono stati sviluppati anche attraverso la collaborazione con i colleghi dell’Arma operanti nella provincia di Bergamo.
Le informazioni sulla posizione del veicolo hanno indirizzato le ricerche verso la Bassa Bergamasca, dove un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile è riuscito a individuare la Jeep.
Il mezzo è stato quindi fermato e recuperato in un centro abitato della zona. Successivamente sono intervenuti anche i militari del Nucleo operativo e radiomobile di Verolanuova, che hanno eseguito gli adempimenti previsti dall’indagine.
La Jeep è stata sequestrata
Dopo il recupero, la vettura è stata posta sotto sequestro penale. Il fuoristrada è stato trasferito presso una depositeria autorizzata e affidato in custodia giudiziale, in attesa degli ulteriori provvedimenti e della restituzione al proprietario.
Per l’imprenditore, il ritrovamento della Jeep ha consentito di recuperare il bene oggetto della compravendita prima che potesse essere ulteriormente spostato o eventualmente ceduto a terzi.
La presenza del localizzatore installato sul veicolo si è quindi rivelata un elemento importante nell’attività investigativa. Senza quel dispositivo, l’individuazione del fuoristrada avrebbe potuto richiedere ulteriori accertamenti sulla destinazione presa dopo la conclusione della vendita.
La denuncia dopo la verifica bancaria
L’origine dell’indagine è stata la denuncia presentata dal proprietario dell’automobile. L’uomo aveva pubblicato l’annuncio online e aveva successivamente concordato con l’acquirente un prezzo di 62mila euro.
Nel corso della compravendita era stato consegnato quello che appariva come un assegno circolare e le parti avevano completato le procedure necessarie per il trasferimento della proprietà della Jeep.
La circostanza che ha fatto scattare l’allarme è emersa soltanto successivamente, quando il titolo è stato depositato presso la banca. La verifica dell’istituto di credito ha evidenziato che l’assegno non garantiva la disponibilità della somma promessa.
Di fronte alla mancata riscossione del denaro, il venditore ha quindi informato le forze dell’ordine, fornendo tutti gli elementi disponibili sulla transazione e sul veicolo.
Denunciato un 49enne della provincia di Milano
Gli approfondimenti condotti dai carabinieri hanno portato all’identificazione di un 49enne residente nella provincia di Milano, già conosciuto dalle forze dell’ordine.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’uomo avrebbe precedenti per reati contro il patrimonio e sarebbe già stato coinvolto in vicende analoghe. Al termine dell’attività investigativa è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Brescia.
Nei suoi confronti è stata ipotizzata l’accusa di truffa aggravata. La contestazione dovrà ora essere valutata nell’ambito del procedimento giudiziario, sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.
La vicenda evidenzia inoltre i rischi legati alle compravendite di veicoli di elevato valore attraverso piattaforme online. In questo caso, la verifica successiva del titolo di pagamento ha fatto emergere il problema soltanto dopo il completamento del passaggio di proprietà, mentre il sistema di geolocalizzazione presente sulla Jeep ha consentito ai carabinieri di individuare il mezzo nella Bassa Bergamasca.
Gli accertamenti proseguiranno per ricostruire nel dettaglio le modalità della compravendita e chiarire tutti gli aspetti della presunta frode.
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