La situazione viaria sulla sponda bresciana del Lago di Garda è diventata insostenibile. Code interminabili, viabilità congestionata anche fuori dai ponti festivi, e ora un ulteriore colpo alla circolazione: per un mese la Gardesana sarà a senso unico alternato. Nel frattempo, Sirmione fatica a gestire l’overtourism, con migliaia di visitatori che mettono sotto pressione infrastrutture e servizi.
Le istituzioni provinciali si muovono per affrontare l’emergenza. Fabio Rolfi, vicepresidente della Provincia di Brescia con delega ai Trasporti, ha annunciato la convocazione di un incontro operativo sulla mobilità gardesana, con la partecipazione di sindaci, stakeholder locali e operatori del turismo. L’obiettivo è definire un piano di interventi mirati per migliorare la sostenibilità e l’efficienza dei trasporti, riducendo l’afflusso veicolare senza compromettere la crescita turistica.
L’overtourism spinge verso nuove strategie
Sirmione è l’emblema della pressione turistica sul territorio. Il suo centro storico, incastonato tra le acque del lago, ha registrato un’affluenza straordinaria, tanto da spingere il Comune a valutare misure drastiche come una tassa d’ingresso e il contingentamento degli accessi. Una mossa che, secondo Confesercenti, deve restare una “estrema ratio” e accompagnarsi a politiche di mobilità alternative.
Emanuele Moraschini, presidente della Provincia di Brescia, ha sottolineato la necessità di un approccio integrato, dove “la facilità negli spostamenti non comprometta la qualità della vita e l’ambiente”. Una visione condivisa anche dal consigliere delegato alla viabilità Paolo Fontana, che parla della mobilità gardesana come di una “sfida da affrontare con concretezza e innovazione”.
I numeri del trasporto pubblico e le prospettive future
Nel 2024, alcune iniziative hanno già mostrato risultati incoraggianti. Il servizio Shuttle Bus estivo ha trasportato circa 370.000 passeggeri in sei mesi, mentre il Chiamabus di Sirmione, attivo tutto l’anno, ha confermato il proprio valore per la mobilità locale. Allo stesso tempo, è stata inaugurata la prima linea R-link della Lombardia, la 204 Salò–Desenzano, con corse regolari da mattina a sera.
Completano il quadro la LN26 Desenzano–Verona e la S-link 202 Brescia–Riva del Garda, entrambe attive con cadenza oraria tutto l’anno. In fase di valutazione anche l’aumento della frequenza della LN26 verso Peschiera, che potrebbe arrivare a una corsa ogni 30 minuti.
Tuttavia, non mancano le difficoltà operative, legate alla carenza di risorse economiche e di personale, in particolare autisti. Per questo, progetti come il servizio a chiamata a Tremosine slitteranno almeno al 2026. La politica locale è comunque decisa a puntare su soluzioni tecnologiche e modelli europei di trasporto integrato, con un coinvolgimento diretto anche del settore privato.
Il nodo Gardesana
La situazione peggiorerà nel breve periodo: la Gardesana, arteria cruciale del traffico lacustre, sarà a senso unico alternato per un mese, causando ulteriori disagi. Un elemento che rende ancora più urgente una riforma del sistema viario e del trasporto pubblico.
“Se vogliamo evitare di compromettere l’attrattività del Garda, dobbiamo agire ora,” ha ribadito Rolfi. Il tavolo convocato per le prossime settimane dovrà produrre soluzioni condivise, con un sistema integrato che favorisca mezzi pubblici, servizi a chiamata e accessibilità intelligente.
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