Momenti di tensione a Trieste, dove una manifestazione degenerata in disordini ha provocato il ferimento di tre appartenenti alle forze dell’ordine. Tra loro anche Leonardo Boido, funzionario vicario della Questura, raggiunto alla testa da una bomba carta durante gli incidenti avvenuti nella serata di venerdì 6 novembre nella zona di piazza Libertà.
L’episodio più grave ha coinvolto direttamente il dirigente di polizia, che è stato accompagnato all’ospedale di Cattinara per ricevere le cure necessarie. Fortunatamente, l’ordigno è esploso soltanto dopo essere caduto a terra, evitando conseguenze potenzialmente ancora più serie. Boido è stato dimesso dalla struttura ospedaliera nella mattinata di sabato 7 novembre.
Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali altri responsabili delle violenze. Una donna originaria della provincia di Brescia è stata fermata durante i disordini, accompagnata in Questura e denunciata per resistenza. Dopo gli adempimenti di polizia, è stata successivamente rilasciata.
Tre agenti feriti durante gli incidenti
Il bilancio degli scontri registrati nella zona di piazza Libertà comprende tre poliziotti rimasti feriti. Due agenti hanno riportato contusioni non gravi, mentre per il funzionario vicario Leonardo Boido si è reso necessario il trasferimento in ospedale a causa del colpo ricevuto alla testa.
La bomba carta lanciata durante i momenti più concitati della manifestazione ha raggiunto il dirigente, provocandogli una ferita che ha richiesto l’intervento dei sanitari.
La circostanza che l’ordigno sia esploso soltanto una volta arrivato al suolo ha evitato che le conseguenze dell’impatto potessero essere più pesanti.
Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire l’esatta dinamica degli episodi e verificare il coinvolgimento di altre persone. Secondo le prime informazioni, alla manifestazione avrebbero partecipato anche numerosi gruppi provenienti da altre regioni, in particolare dal Veneto e dalla Lombardia.
La manifestazione dopo la tragedia del Porto Vecchio
I disordini sono avvenuti nel contesto di una mobilitazione nata dopo la morte di due persone, rimaste carbonizzate in seguito a un incendio scoppiato lunedì in un edificio fatiscente del Porto Vecchio di Trieste.
La manifestazione era stata organizzata attraverso un’autoconvocazione e aveva portato diverse persone nella zona della Questura.
La tensione è aumentata durante gli avvenimenti della serata, fino agli episodi di violenza che hanno coinvolto gli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico.
Dopo il fermo della donna bresciana, oltre cento manifestanti si sono radunati davanti alla Questura in attesa del suo rilascio. Una presenza numerosa che ha accompagnato le fasi successive dell’intervento delle forze dell’ordine.
La polizia prosegue intanto le verifiche per identificare eventuali altri partecipanti responsabili degli episodi violenti e accertare le singole condotte.
Fedriga: «Attaccare le forze dell’ordine è inconcepibile»
Sull’accaduto è intervenuto anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha espresso solidarietà agli agenti rimasti feriti durante gli scontri.
Il governatore ha condannato duramente le aggressioni, sottolineando l’incompatibilità di simili comportamenti con i principi di uno Stato democratico.
«Esprimo totale solidarietà alle forze dell’ordine che nei disordini verificatisi a Trieste nel corso della manifestazione hanno pagato con dei feriti: attaccare i servitori dello Stato è semplicemente inconcepibile e non tollerabile in uno Stato democratico», ha dichiarato Fedriga.
Il presidente regionale ha inoltre rivolto un nuovo appello alle forze politiche e alle associazioni affinché contribuiscano a ridurre il clima di tensione.
Nel suo intervento ha ricordato di aver già sollecitato nei giorni precedenti una presa di posizione contro le contrapposizioni e le situazioni che rischiano di alimentare ulteriori episodi di conflittualità.
La vicenda resta al centro dell’attenzione delle autorità, impegnate a chiarire le responsabilità individuali negli incidenti di piazza Libertà. Intanto, dopo le dimissioni di Leonardo Boido dall’ospedale di Cattinara, proseguono gli accertamenti sugli episodi che hanno portato al ferimento dei tre poliziotti.
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