Si sono concluse con il ritrovamento del velivolo le ricerche del Cessna 210 Centurion di cui si erano perse le tracce nella mattinata di venerdì 6 novembre nella zona del Monte Canto, in provincia di Bergamo. L’aereo è stato individuato intorno alle 15 nell’area compresa tra la chiesetta di Mapello e l’abbazia di Fontanella, nel territorio di Sotto il Monte Giovanni XXIII.
L’allarme era scattato intorno alle 11, quando il piccolo aereo aveva interrotto le comunicazioni e non era stato più possibile ricevere segnali utili per determinarne la posizione.
A bordo del Cessna si trovava una sola persona, il pilota, che durante le ore delle ricerche era stato cercato anche attraverso il proprio telefono cellulare, senza ottenere inizialmente risposta.
La scomparsa del velivolo aveva fatto scattare un’imponente operazione di ricerca, coinvolgendo vigili del fuoco, forze dell’ordine, protezione civile e soccorritori specializzati.
Il volo da Brescia a Valbrembo e la perdita dei contatti
Secondo le prime ricostruzioni, il Cessna 210 Centurion era decollato dall’aeroporto di Brescia per raggiungere quello di Valbrembo, dove erano previsti alcuni interventi di riparazione.
Una volta completate le operazioni tecniche, il pilota era ripartito per fare ritorno a Brescia. Durante il tragitto di rientro, tuttavia, si sarebbero verificati alcuni problemi che avrebbero preceduto la perdita di tutti i segnali del velivolo.
Per raggiungere la destinazione, l’aereo stava sorvolando la zona del Canto Alto, seguendo una rotta che avrebbe consentito di evitare l’area di competenza dell’aeroporto di Orio al Serio, secondo le procedure previste.
Proprio durante questa fase del viaggio si sono interrotte le comunicazioni, facendo scattare le operazioni di ricerca nella zona del Monte Canto.
Le condizioni meteorologiche non erano favorevoli: nell’area interessata dalle ricerche stava infatti piovendo, rendendo più difficili le attività di perlustrazione, soprattutto nei tratti boschivi e nelle zone più impervie.
Mobilitati vigili del fuoco, carabinieri e soccorso alpino
Le operazioni erano iniziate nella tarda mattinata, concentrandosi nell’area compresa tra Ambivere e Sotto il Monte Giovanni XXIII, dove si trova il rilievo del Monte Canto, alto poco più di 700 metri.
Per coordinare gli interventi era stato predisposto un campo base nei pressi del santuario della Madonna del Castello, ad Ambivere.
Sul territorio si sono mobilitate diverse squadre dei vigili del fuoco, compreso personale proveniente dal distaccamento di Dalmine, impegnato nelle verifiche a piedi nelle aree interessate.
Alle ricerche hanno partecipato anche i carabinieri della compagnia di Zogno, gli agenti della polizia locale di Pontida e Sotto il Monte Giovanni XXIII, i volontari della protezione civile di Ambivere e i tecnici del Soccorso alpino della Valle Imagna.
Un dispositivo articolato, necessario per controllare un territorio caratterizzato da boschi, pendii e aree difficilmente raggiungibili con i mezzi ordinari.
Droni e tecnologia Imsi per localizzare il telefono del pilota
Particolarmente importante è stato anche il supporto tecnologico alle operazioni. Nell’area è stato impiegato un furgone dotato di tecnologia Imsi, equipaggiato con antenne e droni.
Il sistema viene utilizzato per individuare segnali riconducibili ai telefoni cellulari presenti nella zona, attraverso strumenti specifici in grado di supportare le attività di localizzazione.
L’obiettivo era riuscire a intercettare il segnale del cellulare del pilota, nella speranza di ottenere indicazioni utili per restringere il perimetro delle ricerche e individuare il punto in cui poteva trovarsi il Cessna.
Alle operazioni ha preso parte anche un elicottero della Guardia di finanza, impegnato nella perlustrazione dall’alto.
Il ritrovamento nel pomeriggio tra Mapello e Fontanella
Dopo diverse ore di ricerche, intorno alle 15 è arrivata la notizia del ritrovamento del Cessna 210 Centurion.
Il velivolo è stato localizzato nella zona compresa tra la chiesetta di Mapello e l’abbazia di Fontanella, nel territorio bergamasco.
Il ritrovamento ha permesso di individuare il punto in cui si erano interrotte le comunicazioni con l’aereo, dopo la partenza da Valbrembo e durante il successivo viaggio verso Brescia.
A bordo si trovava esclusivamente il pilota, unico occupante del velivolo.
Le operazioni di soccorso e gli accertamenti successivi saranno fondamentali per chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare le condizioni della persona coinvolta.
Restano inoltre da ricostruire con precisione i problemi tecnici che sarebbero stati segnalati durante il volo e le circostanze che hanno portato alla perdita dei contatti nella zona del Monte Canto.
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