Non ce l’ha fatta la giovane di vent’anni che, lo scorso 30 ottobre, era stata ricoverata in condizioni disperate nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Civile di Brescia. La detenuta si è spenta dopo diversi giorni di lotta tra la vita e la morte, in seguito a un drammatico episodio avvenuto all’interno della sezione femminile della casa di reclusione di Verziano. La ragazza era stata arrestata appena pochi giorni prima del tragico evento.
I soccorsi, scattati tempestivamente nel primo pomeriggio del 30 ottobre intorno alle 14:30, avevano visto protagonista un’agente della polizia penitenziaria. Accortasi della situazione critica, l’operatrice era intervenuta prontamente trovando la ventenne priva di sensi e impossibilitata a respirare, a causa di un tentativo di impiccaggio attuato tramite una corda. L’agente aveva subito iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, dando contestualmente l’allarme per attivare i soccorsi medici d’urgenza.
Poco dopo, il personale medico interno della struttura penitenziaria e i soccorritori dell’Areu erano giunti sul posto, proseguendo le manovre rianimatorie per oltre trenta minuti nel tentativo di stabilizzare i parametri vitali della giovane. Vista la gravità della situazione, si era poi proceduto al trasferimento d’urgenza in codice rosso presso il nosocomio bresciano, dove la paziente era stata ricoverata in prognosi riservata e in condizioni critiche, che purtroppo non sono mai migliorate nonostante l’impegno profuso dal personale sanitario.
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