Corse spericolate e testacoda tra i tornanti della diga di Valvestino hanno acceso l’allarme nella zona di ponte Cola, al confine tra i territori di Gargnano e Valvestino, nel cuore del Parco alto Garda Bresciano. Negli ultimi giorni, la Strada provinciale 9 è diventata teatro di raduni pericolosi, dove gruppi di giovanissimi tedeschi e austriaci, alcuni neopatentati, si sono sfidati al volante di Bmw, Audi e potenti motociclette, simulando scene da film d’azione.
Il blitz delle forze dell’ordine, scattato nelle scorse ore, ha portato all’identificazione e alla sanzione di venti persone. A intervenire sono stati carabinieri e agenti della Polizia locale di Gargnano, che hanno risposto alle numerose segnalazioni dei residenti, in particolare della frazione collinare di Navazzo, preoccupati per la propria sicurezza e quella di altri automobilisti in transito.
Sulle strade evidenti i segni di manovre pericolose: sgommate, frenate improvvise e tracce lasciate dai copertoni, segno inequivocabile di manovre ad alta velocità e acrobazie non autorizzate. La situazione ha ricordato, con tono inquietante, le corse clandestine stile “Fast and Furious”, ma in salsa gardesana.
Nulla era lasciato al caso. Alcuni dei partecipanti avevano perfino un video maker pronto a immortalare le performance, postate poi sui social. Proprio le piattaforme online sarebbero state usate per organizzare e diffondere questi eventi illegali, rendendo ponte Cola uno dei luoghi più ambiti per simili raduni, al pari delle famigerate Coste di Sant’Eusebio, altra zona bersaglio dei motociclisti estremi.
“La situazione sta diventando insostenibile”, ha dichiarato Monica Bertasio, vicecommissario della Polizia locale di Gargnano, sottolineando la difficoltà di presidiare un’area così remota, a circa 18 chilometri dalla sede principale. “Serve un servizio di vigilanza permanente – ha aggiunto – come quello attivato alle Coste”.
Le attività di controllo hanno incluso l’ispezione tecnica dei veicoli, per rilevare eventuali modifiche non dichiarate, oltre a verifiche sullo stato psicofisico dei conducenti tramite alcol-test. Parallelamente, si stanno monitorando social network e piattaforme digitali, nel tentativo di prevenire future gare clandestine e raduni illegali.
I residenti, intanto, lamentano il rischio costante per la propria incolumità: “Corrono a velocità folli anche in pieno giorno – racconta una cittadina di Navazzo – e mettono in pericolo chi vive e lavora qui. Non è più accettabile”.
Le autorità locali chiedono maggiore supporto e strumenti di sorveglianza per contrastare un fenomeno sempre più organizzato e pervasivo. La zona della diga, purtroppo, rischia di diventare un circuito non ufficiale per appassionati dell’adrenalina illegale, con gravi rischi per la sicurezza pubblica e la tutela ambientale dell’intero parco.
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