Una sentenza che può fare scuola a livello nazionale. Il Tar di Brescia ha riconosciuto come legittimo il regolamento comunale adottato nel 2022 dal Comune di Sirmione per regolamentare gli affitti brevi e le case vacanze, restituendo così ai Comuni la possibilità concreta di intervenire con norme proprie su un settore in forte crescita, spesso privo di regole omogenee.
Il caso è nato da un ricorso presentato da un privato cittadino, che si era opposto al diniego ricevuto per trasformare il proprio appartamento da uso residenziale a uso turistico. Ma il tribunale amministrativo ha respinto la sua richiesta, confermando la validità del regolamento comunale che stabilisce requisiti tecnici e urbanistici obbligatori per l’attivazione di nuove attività di locazione turistica.
“Una sentenza storica,” ha commentato la sindaca di Sirmione Luisa Lavelli, sottolineando come la decisione rappresenti un precedente importante che potrà ispirare altri Comuni italiani, alle prese con problematiche simili legate alla proliferazione degli affitti brevi.
Le regole fissate da Sirmione
Il regolamento del 2022 è stato uno dei primi in Italia a porre paletti concreti per l’apertura di nuove case vacanze, soprattutto in risposta alla crescita esponenziale del fenomeno attraverso piattaforme online. I requisiti imposti per ogni nuova attività turistica prevedono:
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Impianti a norma di legge;
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Almeno una stanza accessibile ogni quattro per persone con disabilità;
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Posto auto garantito nelle vicinanze: uno per appartamenti fino a 55 mq, due oltre questa metratura.
Queste regole si applicano sia agli affitti imprenditoriali che non imprenditoriali, come confermato dal Tar, che ha stabilito in sentenza che “esiste un potere comunale di regolazione delle case per vacanze”, anche relativamente a traffico, parcheggi, barriere architettoniche e sicurezza degli edifici.
Il ruolo del Consiglio di Stato
Già a maggio, il Consiglio di Stato aveva riconosciuto la validità parziale del regolamento, confermandone l’applicazione agli affitti in forma imprenditoriale (ossia per chi possiede più di tre immobili destinati alla locazione breve), ma lasciando al Comune la facoltà di definire requisiti anche per i privati, purché in modo proporzionato.
La recente sentenza del Tar rafforza questa linea, confermando il diritto dell’amministrazione locale a valutare e approvare o respingere richieste sulla base dei requisiti previsti dal regolamento.
Le ricadute sul territorio
Secondo il Comune di Sirmione, l’eccessiva presenza di locazioni turistiche ha comportato nel tempo difficoltà crescenti per residenti e lavoratori nel trovare alloggi a prezzi sostenibili, aggravando anche problemi legati a traffico, carenza di parcheggi e perdita di vivibilità nei centri storici.
Il regolamento si inserisce quindi in una visione più ampia, che intende preservare l’equilibrio sociale e urbano del territorio, garantendo sicurezza, inclusività e qualità dell’accoglienza, soprattutto per le persone con disabilità.
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