Incidente ultraleggero ad Azzano Mella: indagini su guasto o malore

Aperte due inchieste sulla tragedia: morte carbonizzati l’avvocato Sergio Ravaglia e la compagna. L’Ansv resta a Brescia per approfondire

Un volo drammatico, un impatto devastante e due vite spezzate. È questo il tragico bilancio dell’incidente aereo avvenuto martedì 22 luglio 2025 ad Azzano Mella, nel Bresciano, dove un ultraleggero Promecc Freccia è precipitato sulla Corda Molle, trasformandosi in pochi istanti in una palla di fuoco. A bordo del velivolo l’avvocato milanese Sergio Ravaglia, 75 anni, e la compagna Anna Maria De Stefano, 60, entrambi deceduti sul colpo e trovati carbonizzati tra i resti del mezzo.

Le indagini sono state avviate immediatamente dalla Procura di Brescia, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, mentre in parallelo l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha avviato un’inchiesta per accertare le cause tecniche dell’incidente. Sul posto, sin dal primo giorno, si è recato un investigatore dell’agenzia, che ha effettuato sopralluoghi e raccolto le prime evidenze, trattenendosi anche nei giorni successivi per una prima analisi delle condizioni del relitto.

L’impatto del velivolo è stato violentissimo. Le fiamme hanno invaso la sede stradale in direzione Ospitaletto, attraversando completamente il raccordo autostradale. Solo per pochi metri non sono rimasti coinvolti due veicoli, un’auto e un furgone, che sono passati attraverso il fuoco, senza avere il tempo materiale per fermarsi. Le immagini video e le testimonianze raccolte confermano che il paracadute balistico è stato azionato solo al momento dell’urto, un dettaglio che indica come il pilota non abbia avuto margine per reagire all’imprevisto.

Le ipotesi principali al vaglio sono due: un guasto tecnico o un malore improvviso del pilota. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto l’ultraleggero avvitarsi prima di cadere, suggerendo un’anomalia durante il volo. Tuttavia, la struttura del velivolo, composto da lamine di carbonio, è quasi completamente distrutta, rendendo complessa ogni ricostruzione. Il carbonio, noto per la leggerezza, è anche altamente infiammabile e tossico in caso di combustione, fattore che ha aggravato le conseguenze dello schianto.

L’aereo era decollato da Gragnano Trebbiense, nel Piacentino, e i documenti di bordo recuperati in parte bruciati hanno permesso di risalire al punto di partenza. Tuttavia, non risulta ancora acquisita altra documentazione tecnica, come il libretto di manutenzione, elemento che sarà fondamentale per chiarire lo stato del mezzo al momento del decollo.

La Polizia Stradale del distaccamento di Montichiari è intervenuta sul luogo dell’incidente insieme ai soccorritori e ai Vigili del Fuoco, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza la carreggiata. Sul manto stradale sono state rilevate due strisciate compatibili con l’urto, utili per ricostruire la dinamica esatta dell’incidente.

L’inchiesta dell’Ansv, che raramente si attiva per incidenti con ultraleggeri, testimonia l’eccezionalità del caso e l’attenzione delle autorità sulla vicenda. La finalità è anche preventiva, per individuare eventuali falle nella sicurezza o nelle procedure che possano essere corrette, evitando che simili tragedie si ripetano.

In attesa delle prime valutazioni tecniche, che potrebbero arrivare nelle prossime ore, resta forte il senso di sgomento per una tragedia sfiorata su larga scala. L’impatto, se fosse avvenuto pochi secondi prima o qualche metro più in là, avrebbe potuto coinvolgere più mezzi e causare altre vittime.

Redazione

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