Cristiana Girelli, 35 anni, è tra le 30 candidate al Pallone d’Oro femminile 2025 assegnato da France Football, il più prestigioso riconoscimento individuale del calcio internazionale. Un’altra immensa soddisfazione per la campionessa di Nuvolera, che conferma il proprio status di simbolo del calcio italiano. Con lei nella lista anche Sofia Cantore, compagna fino a poco tempo fa alla Juventus e oggi nuova giocatrice del Washington Spirit negli Stati Uniti.
Girelli è stata protagonista assoluta con la Nazionale italiana agli Europei disputati in Svizzera, dove ha indossato la fascia da capitana e trascinato l’Italia fino a una storica semifinale, che mancava da ben 28 anni. Tre i gol realizzati nel torneo, fra cui una doppietta decisiva contro la Norvegia nei quarti di finale e un capolavoro tecnico contro il Portogallo, con un destro a giro finito all’incrocio dei pali.
Una carriera fatta di gol e leadership
I numeri parlano chiaro: 123 presenze e 61 reti con la maglia azzurra, 268 gol in 409 presenze in Serie A tra Verona, Brescia e Juventus. Ha vinto 10 scudetti, 9 Coppe Italia e 11 Supercoppe, ed è stata capocannoniere del campionato per tre stagioni (2020, 2021 e 2024). Dal 2022 è entrata nella Hall of Fame del calcio italiano.
Ma a rendere unico il suo percorso è anche l’impronta lasciata nel quinquennio con il Brescia femminile (2013-2018): lo scudetto del 2014, la storica tripletta Scudetto-Coppa Italia-Supercoppa nel 2016 e quattro partecipazioni consecutive alla Champions League, con un clamoroso cammino fino ai quarti di finale.
Una voce simbolo del calcio femminile
Dopo l’Europeo, Girelli è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme a tutta la Nazionale. Durante il suo toccante discorso, l’attaccante si è commossa ricordando quanto il movimento femminile abbia lottato per guadagnarsi visibilità e rispetto. “Portiamo sulle spalle il sogno di tante bambine”, ha dichiarato con orgoglio.
Un riconoscimento che va oltre i trofei
La candidatura al Pallone d’Oro rappresenta non solo il premio a una carriera straordinaria, ma anche il riconoscimento a un simbolo del calcio italiano, capace di unire talento, costanza e passione. Anche se l’Italia è uscita di scena nella semifinale contro l’Inghilterra – partita in cui Girelli ha dovuto lasciare il campo a metà secondo tempo per un infortunio muscolare – il suo contributo alla causa azzurra è stato determinante.
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