A Brescia si accende la polemica politica dopo la decisione della giunta guidata dalla sindaca Laura Castelletti di procedere con una denuncia per diffamazione contro Pro Vita & Famiglia, in seguito ad alcune dichiarazioni pubblicate sul sito dell’associazione. Al centro della vicenda, l’iscrizione nel registro di Stato civile di una bambina con due madri.
La posizione della giunta
La scelta dell’amministrazione comunale, deliberata all’unanimità, è stata motivata come atto «a tutela del Comune di Brescia». La sindaca Castelletti ha già annunciato l’intenzione di difendersi nelle sedi giudiziarie dalle affermazioni ritenute lesive, precisando che la querela riguarda non un dibattito politico, ma dichiarazioni che supererebbero i limiti della critica legittima.
La replica della Lega
Durissima la reazione del gruppo consiliare Lega Lombarda per Salvini Premier in Loggia, composto da Fabio Rolfi, Massimo Tacconi e Michele Maggi. Secondo i consiglieri, la decisione della giunta rappresenta «una caduta di stile»:
«Un esponente politico affronta i dibattiti nelle aule preposte, non nei tribunali, cercando condanne per chi la pensa diversamente» – affermano.
La Lega contesta inoltre l’uso delle risorse pubbliche per una battaglia che giudica ideologica: «Un sindaco deve saper accettare anche la critica più pesante e rispondere politicamente, non difendersi giudizialmente a spese del contribuente».
Libertà di pensiero e valori cattolici
Il gruppo consiliare sottolinea come la scelta della giunta rischi di essere percepita come un attacco alla libertà di pensiero, visto che a finire nel mirino sarebbero associazioni cattoliche che – a loro avviso – esprimono legittimamente i propri valori di riferimento. I consiglieri hanno poi criticato l’unanimità della delibera, evidenziando la posizione di alcuni assessori noti per il loro impegno in ambito parrocchiale: «Hanno ceduto a un’impostazione repressiva».
Una polemica destinata a proseguire
Il confronto tra Comune, Pro Vita e opposizione consiliare non sembra destinato a spegnersi in tempi brevi. La vicenda, che intreccia politica, diritti civili e valori religiosi, si candida a diventare uno dei temi caldi del dibattito pubblico cittadino nei prossimi mesi.
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